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	<title>Recensioni &#8211; Guido del Giudice</title>
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	<title>Recensioni &#8211; Guido del Giudice</title>
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		<title>Il &#8220;Profeta&#8221; di Guido del Giudice sbarca in Spagna</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2021 09:04:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblicata la versione spagnola del best-seller &#160; Negli ultimi anni si è acceso un grande interesse per Giordano Bruno in Spagna e nei Paesi del Centro e Sud- America. In particolare in questi ultimi, si sono moltiplicati convegni, tesi di dottorato e inaugurazioni di targhe e monumenti. Per venire incontro alle numerose richieste provenienti da questi paesi, la Giordano Bruno Society ha sponsorizzato la realizzazione della traduzione in lingua spagnola del best-seller di Guido del Giudice, &#8220;Il Profeta dell&#8217;universo infinito&#8221;. Il libro giunto in Italia alla sua III edizione è diventato il testo di riferimento per un primo approccio alla vita e alle opere del filosofo, prima di affrontare letture più specialistiche e impegnative. Pertanto è la lettura ideale per studenti, insegnanti e ammiratori che vogliano approfondire la conoscenza di questo geniale pensatore. Il libro è disponibile su Amazon in formato tascabile (€ 7.90) ed e-book (€ 5.49). Acquista il libro (ita) Compra el libro (esp)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Pubblicata la versione spagnola del best-seller</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft wp-image-865" title="Il &quot;Profeta&quot; sbarca in Spagna" src="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8300-22-01-21-09-28-1-300x300.jpg" alt="Il &quot;Profeta&quot; sbarca in Spagna" width="280" height="280" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8300-22-01-21-09-28-1-300x300.jpg 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8300-22-01-21-09-28-1-150x150.jpg 150w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8300-22-01-21-09-28-1-768x768.jpg 768w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2021/01/IMG_8300-22-01-21-09-28-1.jpg 960w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" />Negli ultimi anni si è acceso un grande interesse per Giordano Bruno in Spagna e nei Paesi del Centro e Sud- America. In particolare in questi ultimi, si sono moltiplicati convegni, tesi di dottorato e inaugurazioni di targhe e monumenti. Per venire incontro alle numerose richieste provenienti da questi paesi, la Giordano Bruno Society ha sponsorizzato la realizzazione della traduzione in lingua spagnola del best-seller di Guido del Giudice, &#8220;Il Profeta dell&#8217;universo infinito&#8221;. Il libro giunto in Italia alla sua III edizione è diventato il testo di riferimento per un primo approccio alla vita e alle opere del filosofo, prima di affrontare letture più specialistiche e impegnative.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è la lettura ideale per studenti, insegnanti e ammiratori che vogliano approfondire la conoscenza di questo geniale pensatore. Il libro è disponibile su Amazon in formato tascabile (€ 7.90) ed e-book (€ 5.49).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.amazon.it/Giordano-Bruno-Profeta-delluniverso-infinito/dp/B08P223WL5/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=Il+profeta+dell%27universo+infinito&amp;qid=1611310206&amp;sr=8-2">Acquista il libro (ita)</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.amazon.it/Giordano-Bruno-Profeta-universo-infinito/dp/B08TFFNCF5/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=el+profeta+del%27universo+infinito&amp;qid=1611310266&amp;sr=8-1"><strong>Compra el libro (esp)</strong></a></p>
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		<title>Le epistole latine di Giordano Bruno</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/le-epistole-latine-di-giordano-bruno/</link>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 20:45:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>«Nelle epistole latine lo stile è più retorico, focalizzandosi perlopiù su argomenti metodologici e di vita accademica. In compenso esse aiutano a comprendere con chiarezza il progetto filosofico del nolano e i principi guida della sua azione. Sono proprio queste le preziose perle donate a chi sappia apprezzarle e difenderle dai piedi porcini, abituati a calpestarle». La convinzione che la corretta comprensione della filosofia di Giordano Bruno sia imprescindibile dal tempo e dal luogo in cui il testo venne scritto è il principio ispiratore dell’originale metodo di ricerca di Guido del Giudice. Questa antologia, che raccoglie per la prima volta tutte le epistole dedicatorie delle opere latine, giunge a coronamento di un lavoro decennale dell’autore, che ha colmato le lacune ancora esistenti nel corpus delle opere bruniane, attraverso la traduzione degli ultimi quattro scritti rimasti (Dialoghi su Mordente, Disputa di Cambrai, Somma dei termini metafisici, Articoli contro i matematici). Nelle epistole dedicatorie delle opere in volgare, composte nel periodo londinese, Bruno si rivolge ai suoi protettori Michel de Castelnau e Philip Sidney &#8211; ai quali era legato da sincera amicizia &#8211; con accenti confidenziali. Il volume è impreziosito da un interessante corredo iconografico, con la riproduzione dei frontespizi originali delle opere...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-568 size-full" title="Epistole latine" src="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2018/05/Recensione_Epistole_BVS-2-e1572712681683.jpg" alt="Epistole latine" width="680" height="259" /></p>
<p style="text-align: left;">«Nelle epistole latine lo stile è più retorico, focalizzandosi perlopiù su argomenti metodologici e di vita accademica. In compenso esse aiutano a comprendere con chiarezza il progetto filosofico del nolano e i principi guida della sua azione. Sono proprio queste le preziose perle donate a chi sappia apprezzarle e difenderle dai piedi porcini, abituati a calpestarle».</p>
<p style="text-align: left;">La convinzione che la corretta comprensione della filosofia di <strong>Giordano Bruno</strong> sia imprescindibile dal tempo e dal luogo in cui il testo venne scritto è il principio ispiratore dell’originale metodo di ricerca di Guido del Giudice.<br />
Questa antologia, che raccoglie per la prima volta tutte le epistole dedicatorie delle opere latine, giunge a coronamento di un lavoro decennale dell’autore, che ha colmato le lacune ancora esistenti nel corpus delle opere bruniane, attraverso la traduzione degli ultimi quattro scritti rimasti <em>(<a href="http://www.guidodelgiudice.it/dio-dei-geometri-2/" target="_blank" rel="noopener">Dialoghi su Mordente</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/la-disputa-cambrai/" target="_blank" rel="noopener">Disputa di Cambrai</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/somma-dei-termini-metafisici/" target="_blank" rel="noopener">Somma dei termini metafisici</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/contro-i-matematici-2/" target="_blank" rel="noopener">Articoli contro i matematici</a>)</em>.</p>
<p>Nelle epistole dedicatorie delle opere in volgare, composte nel periodo londinese, Bruno si rivolge ai suoi protettori <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_de_Castelnau">Michel de Castelnau </a>e Philip Sidney &#8211; ai quali era legato da sincera amicizia &#8211; con accenti confidenziali.</p>
<p>Il volume è impreziosito da un interessante corredo iconografico, con la riproduzione dei frontespizi originali delle opere a stampa.</p>
<h3><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2018/05/Recensione_Epistole_BVS.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica l’articolo</a></h3>
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		<title>Recensioni &#8220;Giordano Bruno &#8211; Epistole latine&#8221;</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-giordano-bruno-epistole-latine/</link>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2017 19:14:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>«Le epistole latine di Giordano Bruno», una traduzione di Guido Del Giudice. Articolo di Emiliano Ventura sull’ultima opera di traduzione di Guido Del Giudice, «Le epistole latine di Giordano Bruno» (Fondazione Mario Luzi Editore, Roma 2017). È appena uscito un altro capitolo della personale relazione tra Giordano Bruno e Guido Del Giudice. L’opera di diffusione, traduzione e saggistica che da quasi due decenni Del Giudice dedica al Nolano ha i tratti della relazione intima, della relazione fondamentale “io-tu”, per dirla con Martin Buber. In questo rapporto non si sa quanto l’uno debba all’altro, anche Giordano Bruno, infatti, deve parecchio, in chiarezza e diffusione, all’opera di uno dei suoi maggiori interpreti. Conosco Del Giudice da anni, e da tempo lo sollecito a rieditare le sue prime opere sul Nolano, ormai fuori commercio e introvabili, lui categoricamente mi risponde sempre: «Preferisco andare avanti, guardare avanti verso qualcosa di nuovo», sarà per il fatto che lui è un medico e un grande sportivo, ma dopo queste sue ripetute affermazioni ho pensato a una monoposto di Formula 1. Queste vetture, infatti, possono usare la retromarcia solo in particolari casi, a volte è anche stata proibita dai vari regolamenti; per cui la Formula 1 è...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone wp-image-501" title="epistole latine" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2017/07/patria_letteratura_logo.jpg" alt="epistole latine" width="200" height="76" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2017/07/patria_letteratura_logo.jpg 241w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2017/07/patria_letteratura_logo-50x19.jpg 50w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><strong><br />
«Le epistole latine di Giordano Bruno», una traduzione di Guido Del Giudice.</strong></p>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Articolo di Emiliano Ventura sull’ultima opera di traduzione di Guido Del Giudice, «Le epistole latine di Giordano Bruno» (Fondazione Mario Luzi Editore, Roma 2017).</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">È appena uscito un altro capitolo della personale relazione tra Giordano Bruno e Guido Del Giudice. L’opera di diffusione, traduzione e saggistica che da quasi due decenni Del Giudice dedica al Nolano ha i tratti della relazione intima, della relazione fondamentale “io-tu”, per dirla con Martin Buber.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In questo rapporto non si sa quanto l’uno debba all’altro, anche Giordano Bruno, infatti, deve parecchio, in chiarezza e diffusione, all’opera di uno dei suoi maggiori interpreti.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Conosco Del Giudice da anni, e da tempo lo sollecito a rieditare le sue prime opere sul Nolano, ormai fuori commercio e introvabili, lui categoricamente mi risponde sempre:</h5>
<h5 style="text-align: justify;">«Preferisco andare avanti, guardare avanti verso qualcosa di nuovo», sarà per il fatto che lui è un medico e un grande sportivo, ma dopo queste sue ripetute affermazioni ho pensato a una monoposto di Formula 1. Queste vetture, infatti, possono usare la retromarcia solo in particolari casi, a volte è anche stata proibita dai vari regolamenti; per cui la Formula 1 è uno sport senza nostalgia, guarda solo in avanti, così come il lavoro di Del Giudice è permeato di desiderio del nuovo. Per dirla con Luzi «non sia nostalgia ma desiderio».</h5>
<h5 style="text-align: justify;">È stato sempre Del Giudice a parlarmi e a farmi notare di quanto il web sia pieno di erroracci sul pensiero e la vita del Nolano: «Ormai è quasi inarrestabile, gli assegnano le frasi pronunciate da Volontè nel film di Montaldo».</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Così, nonostante i miei suggerimenti di rifare il già fatto, ha deciso di tradurre le epistole proemiali delle varie opere in latino del Nolano, e di riprodurre graficamente il frontespizio originale. Un bellissimo lavoro sia come contenuto che come impatto visivo, così ricco di quelle immagini datate che stuzzicano l’entusiasmo dei collezionisti.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il parallelo con una monoposto e con l’andare avanti non è azzardato, si pensi che Del Giudice ha ripercorso esattamente lo stesso cammino (“peregrinatio”) che Bruno ha fatto in Europa, (Francia, Inghilterra, Germania, Repubblica Ceca) toccando le stesse città (Parigi, Londra, Wittenberg, Praga, Venezia), facendo le stesse strade e osservando i luoghi che ha visto il Nolano stesso. C’è da scommettere che se avesse avuto la possibilità avrebbe voluto dormire nello stesso giaciglio, nella stessa brandina cisposa in cui dormiva Bruno. Questo lo ha portato a fare scoperte significative sulla vita e sull’opera del Nolano.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Sarà per il fatto che sono entrambi partenopei, e quindi conterranei, che parlando con Del Giudice si ha la netta sensazione di ascoltare Giordano Bruno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Lavorando al mio libro sul filosofo di Nola mi sono ritrovato spesso a immaginare un dialogo con lui, su vari aspetti di quanto andavo scrivendo, e mi sono sorpreso a riconoscere la voce di Del Giudice nel mio Bruno immaginario.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ha ragione lui a voler andare avanti e presentarci questo suo ulteriore nuovo capitolo sul Nolano, anche questa volta, come in passato, è riuscito a stupirmi, a stupirci, con aspetti nuovi della musa nolana.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Leggere queste proemiali epistole è veramente come dare del tu al pensatore rinascimentale che ha aperto, in un certo modo, la strada a Galilei. Non vi stupite se leggendo questo libro vi salterà in mente una voce, e stupitevi ancora meno se quella voce avrà la musica del parlare di Guido Del Giudice.</h5>
<h4><strong>Credits:</strong> <a href="http://www.patrialetteratura.com/lepistole-latine-giordano-bruno-traduzione-guido-del-giudice/" target="_blank" rel="noopener">http://www.patrialetteratura.com/lepistole-latine-giordano-bruno-traduzione-guido-del-giudice/</a></h4>
<p>_______________________________________________________________________</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-568" src="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2018/05/Recensione_Epistole_BVS-2-e1572712681683.jpg" alt="" width="680" height="259" /></p>
<h5>La convinzione che la corretta comprensione della filosofia di Giordano Bruno sia imprescindibile dal tempo e dal luogo in cui il testo venne scritto è il principio ispiratore dell’originale metodo di ricerca di Guido del Giudice.<br />
Questa antologia, che raccoglie per la prima volta tutte le epistole dedicatorie delle opere<br />
latine, giunge a coronamento di un lavoro decennale dell’autore, che ha colmato le lacune ancora esistenti nel corpus delle opere bruniane, attraverso la traduzione degli ultimi quattro scritti rimasti <em>(<a href="http://www.guidodelgiudice.it/dio-dei-geometri-2/" target="_blank" rel="noopener">Dialoghi su Mordente</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/la-disputa-cambrai/" target="_blank" rel="noopener">Disputa di Cambrai</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/somma-dei-termini-metafisici/" target="_blank" rel="noopener">Somma dei termini metafisici</a>, <a href="http://www.guidodelgiudice.it/contro-i-matematici-2/" target="_blank" rel="noopener">Articoli contro i matematici</a>)</em>.</h5>
<h4><a href="https://ia903102.us.archive.org/3/items/RecensioneEpistoleBVS/Recensione_Epistole_BVS.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi tutto</a></h4>
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		<title>Recensioni &#8220;Giordano Bruno, il profeta dell&#8217;universo infinito&#8221;</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-giordano-bruno-profeta-delluniverso-infinito/</link>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 11:25:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giordano Bruno, come tutti gli uomini in anticipo sui loro tempi, ebbe un destino infelice. Infelice non soltanto per il triste epilogo della sua avventura terre­na, ma soprattutto per l’impossibilità di comunicare liberamente il suo messaggio ai contemporanei. Guido del Giudice, ormai da decenni, si è assunto il compito di ripercorrere l’instancabile, frenetica “pe­regrinatio” del filosofo. Per indagare e diffondere le sue straordinarie intuizioni, precorritrici di moderni sviluppi. A cominciare da quelle sull’infinità dell’uni­verso. E per finire all’incrollabile fede nella comunica­zione a tutti i livelli, attraverso la parola e l’immagine. Forse in nessun altro filosofo, l’esperienza intellettua­le è così strettamente intrecciata alla vicenda umana. Il profeta dell’universo infinito, attraverso un ricco corredo iconografico, si propone di illustrarne gli aspetti fondamentali, dall’infanzia Nolana fino al rogo di Campo de’ fiori. E’ un invito, rivolto partico­larmente ai giovani, ad approfondire un’opera prodi­ga di insegnamenti tutt’ora attuali.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><strong>Giordano Bruno</strong>, come tutti gli uomini in anticipo sui loro tempi, ebbe un destino infelice. Infelice non soltanto per il triste epilogo della sua avventura terre­na, ma soprattutto per l’impossibilità di comunicare liberamente il suo messaggio ai contemporanei.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Guido del Giudice</strong>, ormai da decenni, si è assunto il compito di ripercorrere l’instancabile, frenetica “pe­regrinatio” del filosofo. Per indagare e diffondere le sue straordinarie intuizioni, precorritrici di moderni sviluppi. A cominciare da quelle sull’infinità dell’uni­verso. E per finire all’incrollabile fede nella comunica­zione a tutti i livelli, attraverso la parola e l’immagine.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Forse in nessun altro filosofo, l’esperienza intellettua­le è così strettamente intrecciata alla vicenda umana. <strong><em>Il profeta dell’universo infinito</em></strong>, attraverso un ricco corredo iconografico, si propone di illustrarne gli aspetti fondamentali, dall’infanzia Nolana fino al rogo di Campo de’ fiori. E’ un invito, rivolto partico­larmente ai giovani, ad approfondire un’opera prodi­ga di insegnamenti tutt’ora attuali.</h5>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-giordano-bruno-profeta-delluniverso-infinito/">Recensioni &#8220;Giordano Bruno, il profeta dell&#8217;universo infinito&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.guidodelgiudice.it">Guido del Giudice</a>.</p>
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		<title>Recensioni &#8220;Contro i matematici&#8221;</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-contro-i-matematici/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 10:31:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Libri: sigilli e arte della memoria, Giordano Bruno &#8220;contro i matematici&#8221;. Dalla geometria alla conoscenza, del Giudice indaga il pensiero dei simboli. Dal Telario di Aracne alla chiave di Saturno. Portando mente e mano sugli &#8216;Specchi per le operazioni&#8217; e il &#8216;Giardino del Sole&#8217;. E&#8217; un cammino di conoscenza che dalla geometria e dall&#8217;antica sapienza porta alla vita, quello che indica Giordano Bruno in &#8216;Contro i matematici&#8217;, introduzione e traduzione di Guido del Giudice (Di Renzo editore, pp. 190). Il nuovo contributo di del Giudice, autore che negli ultimi anni si è imposto come uno dei migliori conoscitori del pensiero inquieto del Nolano, costituisce la prima traduzione completa degli &#8216;Articuli centum et sexaginta adversus huius tempestatis mathematicos atque philosophos&#8217;. Essa ci svela, attraverso connessioni mnemoniche e magico-simboliche, un sincretismo di elementi sapienziali che rimandano sempre a una verità piu&#8217; profonda da cercare attraverso segni, numeri e immagini. &#8220;Figure fecondissime -scriverà il filosofo bruciato vivo in Campo dei Fiori- che riguardano al massimo grado non solo la geometria ma anche tutto il campo del sapere, dell&#8217;osservare e operare&#8221;. &#8220;Finora trascurato, perché non capito -spiega l&#8217;autore ad adnkronos- questo breve scritto d&#8217;occasione apre uno squarcio di luce sull&#8217;approccio del Nolano alla verità....</p>
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<h4 style="text-align: justify;"><strong>Libri: sigilli e arte della memoria, Giordano Bruno &#8220;contro i matematici&#8221;.</strong><br />
<strong>Dalla geometria alla conoscenza, del Giudice indaga il pensiero dei simboli.</strong></h4>
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<h5 style="text-align: justify;" align="justify">Dal Telario di Aracne alla chiave di Saturno. Portando mente e mano sugli &#8216;Specchi per le operazioni&#8217; e il &#8216;Giardino del Sole&#8217;. E&#8217; un cammino di conoscenza che dalla geometria e dall&#8217;antica sapienza porta alla vita, quello che indica Giordano Bruno in &#8216;Contro i matematici&#8217;, introduzione e traduzione di Guido del Giudice (Di Renzo editore, pp. 190).</h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify">Il nuovo contributo di del Giudice, autore che negli ultimi anni si è imposto come uno dei migliori conoscitori del pensiero inquieto del Nolano, costituisce la prima traduzione completa degli &#8216;Articuli centum et sexaginta adversus huius tempestatis mathematicos atque philosophos&#8217;. Essa ci svela, attraverso connessioni mnemoniche e magico-simboliche, un sincretismo di elementi sapienziali che rimandano sempre a una verità piu&#8217; profonda da cercare attraverso segni, numeri e immagini. &#8220;Figure fecondissime -scriverà il filosofo bruciato vivo in Campo dei Fiori- che riguardano al massimo grado non solo la geometria ma anche tutto il campo del sapere, dell&#8217;osservare e operare&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify">&#8220;Finora trascurato, perché non capito -spiega l&#8217;autore ad adnkronos- questo breve scritto d&#8217;occasione apre uno squarcio di luce sull&#8217;approccio del Nolano alla verità. In esso filosofia, magia naturale e arte della memoria si intrecciano mirabilmente. Il sigillo, l’archetipo, si rivela così talismano potentissimo, in grado di concentrare un enorme patrimonio conoscitivo, diventando ideale strumento di intermediazione tra uomo e divinità, tra micro e macrocosmo&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify"><b> Il segreto della &#8216;mathesis&#8217;. Il Nolano crocevia del rapporto pensiero-immagine.</b></h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify">Perche&#8217; per Bruno anche nella &#8216;minuzzaria&#8217;, la piu&#8217; piccola parte, si riflette l&#8217;immensita&#8217; degli infiniti universi. In queste &#8216;mappe&#8217; che sono anche &#8216;locus memoriae&#8217;, una figura e&#8217; incorniciata dalla frase &#8216;Asta que venga mejor&#8217;, fino a che venga meglio. Ma perché questi Centosessanta Articoli, modellati su uno schema classico, con continui riferimenti ad Euclide, a Pappo, a Pitagora, di cui utilizzano lo stesso linguaggio e gli stessi teoremi, si proclamano “contro i matematici”?</h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify">&#8220;Perché quella di Bruno -è la tesi di del Giudice- è una forma di matematica particolare, la &#8216;mathesis&#8217;, che egli eredita dal suo maestro Cusano. In essa il &#8216;signum&#8217; diventa lo strumento di un’indagine che, dal piano delle forme, si innalza al trascendente. Da geometria si fa metafisica, attraverso l’elaborazione di figure, che per costruzione e significato rappresentano dei veri e propri &#8216;mandala&#8217;, che aprono la porta su quell&#8217;infinità dell&#8217;universo che costituisce la chiave di volta della nolana filosofia&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify">L’opuscolo, oltre al rilevante apparato iconografico, realizzato personalmente dall’autore, contiene la famosa dedica all’imperatore Rodolfo II, che costituisce la più genuina enunciazione del credo filosofico di Bruno, autentico crocevia del rapporto pensiero-immagine.</h5>
<h5 style="text-align: left;" align="right"><em><span style="color: #333333;">Gerardo Picardo (Adnkronos)</span></em></h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-338" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/logo-2-300x65.png" alt="archiviostorico" width="300" height="65" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/logo-2-300x65.png 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/logo-2-50x11.png 50w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/logo-2.png 373w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4><strong>Giordano Bruno: Contro i matematici</strong></h4>
<h5 style="text-align: justify;">IL LIBRO – Perché questi Centosessanta Articoli, modellati su uno schema classico, con continui riferimenti ad Euclide, a Pappo, a Pitagora, di cui utilizzano lo stesso linguaggio e gli stessi teoremi, si proclamano &#8220;contro i matematici&#8221;? Perché quella di Bruno è una forma di matematica particolare, la mathesis, che egli eredita dal suo maestro Cusano. In essa il signum diventa lo strumento di un&#8217;indagine che, dal piano delle forme, si innalza al trascendente, da geometria si fa metafisica, attraverso l&#8217;elaborazione di figure, che per costruzione e significato rappresentano dei veri e propri &#8220;mandala&#8221;.   La prima traduzione italiana di un&#8217;opera finora completamente trascurata ci svela, attraverso connessioni mnemoniche e magico-simboliche, un eccezionale sincretismo di conoscenze sapienziali. L&#8217;opuscolo, oltre al rilevante apparato iconografico, realizzato personalmente dall&#8217;autore, contiene la famosa dedica all&#8217;imperatore Rodolfo II, che costituisce la più genuina e limpida enunciazione del credo filosofico del Nolano.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">DAL TESTO – &#8220;Come abbiamo due originali misure principali e finali, cioè la linea retta e la curva, così pure abbiamo due figure originali, principali e finali, cioè il triangolo e il cerchio. Infatti, tutte le figure o sono queste due o sono composte da queste due. Dunque le minime parti e le minime e massime misure, come pure le massime e minime figure sono soltanto queste, come sarà provato. Pertanto è necessario che la figura esista prima della misura. Infatti occorre che sia figurato quel minimo a cui spetta di essere una parte determinata, e misurare qualcosa. Poiché, sotto questa specie, non richiede altre parti in cui la specie stessa venga scomposta. Perciò presento ai vostri occhi le tre figure che generano tutte le altre (sebbene finora non sia stato presentato il modo di costruirle), al fine di svelare in esse tutti i termini di quest&#8217;arte. Così colui che stabilisce di indicare le parti degli uomini, è necessario che esponga il tutto composto e formato, prima che comunichi le cose che singolarmente in esso si riuniscono e si trovano, così come prima di insegnare qualcosa è opportuno conoscere prima l&#8217;argomento in generale, e prescriviamo di procurarsi un libro che contenga il tutto.&#8221;</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L&#8217;AUTORE – Giordano Bruno, al secolo Filippo Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), fu un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall&#8217;Inquisizione della Chiesa romana per eresia. Tra i punti chiave della sua concezione filosofica, che fondeva materialismo antico, averroismo, lullismo, neoplatonismo, arti mnemoniche, influssi ebraici e cabalistici, la pluralità dei mondi, l&#8217;unità della sostanza, l&#8217;infinità dell&#8217;universo e il rifiuto della transustanziazione. Con notevoli prestiti da Nicola Cusano, Giordano Bruno elabora una nuova visione della natura divinizzata, un&#8217;inscindibile unità panteistica di pensiero e materia, definita nel XVIII secolo una delle forme più importanti di panteismo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">IL CURATORE &#8211; Guido del Giudice si è imposto negli ultimi anni come uno dei più profondi conoscitori della vita e dell&#8217;opera di Giordano Bruno. Ha dedicato al filosofo nolano decenni di studi appassionati, ripercorrendo l&#8217;itinerario della sua peregrinatio, alla ricerca di nuove informazioni. Ciò gli ha consentito, tra l&#8217;altro, di rinvenire su un esemplare del &#8220;Camoeracensis Acrotismus&#8221;, conservato nella Biblioteca del Klementinum a Praga, una inedita firma autografa del filosofo. Ha identificato, inoltre, nella &#8220;Oratio Valedictoria&#8221;, una citazione dal &#8220;Gargantua et Pantagruel&#8221;, che consente di annoverare Francois Rabelais tra le fonti privilegiate di Bruno. Le sue ricerche in Svizzera, per la realizzazione della prima traduzione italiana della &#8220;Summa terminorum metaphysicorum&#8221;, gli hanno permesso di illuminare nei dettagli un periodo finora sconosciuto della vita del filosofo, provando gli importanti rapporti da lui intrattenuti con il movimento dei Rosacroce. La sua incessante attività di divulgazione ha prodotto un gran  numero di saggi, articoli e documentari. Dal 1998 è il curatore del sito internet www.giordanobruno.com, diventato un punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">INDICE DELL&#8217;OPERA – Introduzione &#8211; Note sulla traduzione &#8211; Al divino Rodolfo II &#8211; Principi ed elementi di geometria &#8211; Articoli di Giordano Bruno Nolano &#8211; Figurazione &#8211; Bibliografia &#8211; Opere di Giordano Bruno &#8211; Sitografia</h5>
<hr />
<h4><strong>Bruno e l&#8217;enigma degli archetipi</strong></h4>
<h5><em>Il mistero delle immagini e un libro sconosciuto</em></h5>
<h4 style="text-align: justify;"><span class="tlActorText"><span style="font-size: large;"><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/giugno_2014.pdf" target="_blank">la Biblioteca di via Senato, Milano, n° 6 giugno 2014</a></span></span></h4>
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		<title>Recensioni &#8220;Io dirò la verità&#8221; intervista a Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 09:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>articolo di sabato 12 febbraio 2012 &#8220;Io dirò la verità&#8221; di Giacomo Galeazzi VATICANISTA DE LA STAMPA «Io dirò la verità». Così esordisce Giordano Bruno nel primo dei sette costituti, gli interrogatori cui il filosofo fu sottoposto nel corso del processo veneto. A raccontare la ricerca di verità del Nolano è il nuovo libro di Guido del Giudice, &#8216;Io dirò la verità. Intervista a Giordano Brunò (Di Renzo Editore, pp. 128, euro 12, prefazione di Angelo Tonelli). La storia si svolge nel dicembre del 1599 ed è ambientata nelle carceri del S. Uffizio Romano, in cui è rinchiuso Bruno. Vi è descritto l&#8217;incontro che egli ebbe effettivamente in cella con i due più eminenti rappresentanti del suo Ordine: il generale dei Domenicani, Ippolito Maria Beccaria, e il suo vicario, Paolo Isaresi, incaricati dal Collegio giudicante di tentare, per l&#8217;ultima volta, di indurre all&#8217;abiura l&#8217;eretico pertinace. I due religiosi hanno caratteri molto diversi: Beccaria severo e inflessibile, Isaresi più aperto e comprensivo. Comincia così un confronto che, tra momenti di duro scontro e altri più concilianti, affronta, giorno dopo giorno, i principali argomenti della Nolana filosofia, così attuale nella sua inattualità. «Approfondendo la biografia e il carattere dei due interlocutori del...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-323" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/lastampatop2-300x46.gif" alt="la stampa" width="300" height="46" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/lastampatop2-300x46.gif 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/lastampatop2-50x8.gif 50w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h5><em>articolo di sabato 12 febbraio 2012</em></h5>
<p><strong>&#8220;Io dirò la verità&#8221;<br />
</strong><em>di Giacomo Galeazzi</em><br />
<em>VATICANISTA DE LA STAMPA</em></p>
<h5 style="text-align: justify;">«Io dirò la verità». Così esordisce Giordano Bruno nel primo dei sette costituti, gli interrogatori cui il filosofo fu sottoposto nel corso del processo veneto. A raccontare la ricerca di verità del Nolano è il nuovo libro di Guido del Giudice, &#8216;Io dirò la verità. Intervista a Giordano Brunò (Di Renzo Editore, pp. 128, euro 12, prefazione di Angelo Tonelli). La storia si svolge nel dicembre del 1599 ed è ambientata nelle carceri del S. Uffizio Romano, in cui è rinchiuso Bruno. Vi è descritto l&#8217;incontro che egli ebbe effettivamente in cella con i due più eminenti rappresentanti del suo Ordine: il generale dei Domenicani, Ippolito Maria Beccaria, e il suo vicario, Paolo Isaresi, incaricati dal Collegio giudicante di tentare, per l&#8217;ultima volta, di indurre all&#8217;abiura l&#8217;eretico pertinace. I due religiosi hanno caratteri molto diversi: Beccaria severo e inflessibile, Isaresi più aperto e comprensivo. Comincia così un confronto che, tra momenti di duro scontro e altri più concilianti, affronta, giorno dopo giorno, i principali argomenti della Nolana filosofia, così attuale nella sua inattualità. «Approfondendo la biografia e il carattere dei due interlocutori del Nolano -spiega del Giudice- è venuta fuori un&#8217;affascinante pista di interpretazione. Indagando in profondità al convento di San Domenico Maggiore, a Napoli, dove è sepolto, è emersa l&#8217;importanza di Ippolito Beccaria. Un personaggio finora pressoché sconosciuto, che in queste pagine si rivela come il vero persecutore del Nolano. Non fu, dunque, Bellarmino l&#8217;implacabile carnefice di Giordano Bruno, ma un suo confratello».Nei vari capitoli la discussione si articola come una vera e propria intervista al Nolano sui principali aspetti della sua filosofia e delle sue scelte di vita. Si va dall&#8217;arte della memoria all&#8217;infinità dei mondi, all&#8217;eroico furore. Siamo nella fase cruciale della vicenda processuale di Bruno e si assiste, pagina dopo pagina, alla battagliera speranza del filosofo di poter ancora portare i suoi accusatori e il Papa sulle sue posizioni di libero pensatore, non di teologo. Arriva poi la presa d&#8217;atto della caduta di ogni illusione e la ferma decisione di affrontare il proprio destino, senza compromessi. Bruno capisce che non c&#8217;è più nulla da fare e conferma: Non vuole e non ha di che pentirsi. L&#8217;epilogo, uno dei più famosi e rappresentati della storia del pensiero, è quello della sentenza e della condanna. Ma stavolta si va oltre il rogo di Campo dè Fiori, continuando a raccontare il destino di Beccaria e Isaresi. Anche per loro l&#8217;evento segna la fine, perché i due teologi, segnati dal confronto con un uomo che ha insinuato nelle loro anime il tormento e la bellezza del dubbio, gli sopravvivono solo pochi mesi. Il libro sarà presentato alle ore 17 del 17 febbraio a Napoli, al Cinema Academy Astra, insieme ad un nuovo documentario di 45 minuti intitolato &#8216;Giordano Bruno e i Rosacroce.</h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-275" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-300x79.jpg" alt="agenzia-radicale" width="300" height="79" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-300x79.jpg 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-50x13.jpg 50w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale.jpg 316w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>&#8216;Io diro&#8217; la verita&#8217;, intervista a Giordano Bruno</strong></h4>
<h5 style="text-align: justify;"><em>lunedì 13 febbraio 2012</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8221;Io dirò la verità&#8221;. Così esordisce Giordano Bruno nel primo dei sette costituti, gli interrogatori cui il filosofo fu sottoposto nel corso del processo veneto. A raccontare la ricerca di verità del Nolano è il nuovo libro di Guido del Giudice, &#8216;Io dirò la verità. Intervista a Giordano Bruno&#8217; <em>(Di Renzo Editore, pp. 128, euro 12, prefazione di Angelo Tonelli).  </em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>La storia si svolge nel dicembre del 1599</strong> ed è ambientata nelle carceri del S. Uffizio Romano, in cui è rinchiuso Bruno. Vi è descritto l&#8217;incontro che egli ebbe effettivamente in cella con i due più eminenti rappresentanti del suo Ordine: il generale dei Domenicani, Ippolito Maria Beccaria, e il suo vicario, Paolo Isaresi, incaricati dal Collegio giudicante di tentare, per l&#8217;ultima volta, di indurre all&#8217;abiura l’eretico pertinace.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>I due religiosi hanno caratteri molto diversi:</strong> Beccaria severo e inflessibile, Isaresi più aperto e comprensivo. Comincia così un confronto che, tra momenti di duro scontro e altri più concilianti, affronta, giorno dopo giorno, i principali argomenti della Nolana filosofia, così attuale nella sua inattualità. Come cittadino e domestico del mondo, il Nolano sa che la Storia procede a contrari. Come un pavimento a scacchi bianco e nero, alternandosi nel tempo periodi di tenebre a grandi squarci di luce. Siamo ombra, ma all’interno di quest’ombra siamo vivi e attivi. Cerchiamo la vita.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8221;Approfondendo la biografia e il carattere dei due interlocutori del Nolano -spiega del Giudice- è venuta fuori <strong> un&#8217;affascinante pista di interpretazione</strong>. Indagando in profondità al convento di San Domenico Maggiore, a Napoli, dove è sepolto, è emersa l&#8217;importanza di <strong>Ippolito Beccaria</strong>. Un personaggio finora pressoché sconosciuto, che in queste pagine si rivela come il vero persecutore del Nolano. Non fu, dunque, Bellarmino l&#8217;implacabile carnefice di Giordano Bruno, ma un suo confratello&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nei vari capitoli la discussione si articola come<strong> una vera e propria intervista al Nolano</strong> sui principali aspetti della sua filosofia e delle sue scelte di vita. Si va dall&#8217;arte della memoria all&#8217;infinita&#8217; dei mondi, all’eroico furore. Siamo nella fase cruciale della vicenda processuale di Bruno e si assiste, pagina dopo pagina, alla battagliera speranza del filosofo di poter ancora portare i suoi accusatori e il Papa sulle sue posizioni di libero pensatore, non di teologo. Arriva poi la presa d’atto della caduta di ogni illusione e la ferma decisione di affrontare il proprio destino, senza compromessi. Bruno capisce che non c’è più nulla da fare e conferma: Non vuole e non ha di che pentirsi.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>L’epilogo, uno dei più famosi e rappresentati della storia del pensiero</strong>, è quello della sentenza e della condanna. Ma stavolta si va oltre il rogo di Campo de’ Fiori, continuando a raccontare il destino di Beccaria e Isaresi. Anche per loro l’evento segna la fine, perché i due teologi, segnati dal confronto con un uomo che ha insinuato nelle loro anime il tormento e la bellezza del dubbio, gli sopravvivono solo pochi mesi.   Il libro sarà presentato alle ore 17 del 17 febbraio a Napoli, al Cinema Academy Astra, insieme ad un nuovo documentario di 45 minuti intitolato &#8216;Giordano Bruno e i Rosacroce&#8217;.</h5>
<p><em>SALVATORE BALASCO</em></p>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-324" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/la_repubblica_logo2lev.gif" alt="la_repubblica" width="149" height="60" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/la_repubblica_logo2lev.gif 149w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/la_repubblica_logo2lev-50x20.gif 50w" sizes="(max-width: 149px) 100vw, 149px" /></p>
<h5><em>articolo di domenica 14 febbraio 2012</em></h5>
<h4><strong>&#8220;Un film su Giordano Bruno. Anteprima al cinema Astra&#8221;</strong></h4>
<h5 style="text-align: justify;">Nel  412esimo anniversario, il lavoro interpretato da Lello Serao indaga i rapporti del filosofo nolano con i Rosacroce.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno veniva messo al rogo. Venerdì 17 febbraio 2012 alle 17 al cinema Astra  (via Mezzocannone 109), in occasione del 412 anniversario della morte del filosofo nolano, verrà presentato il documentario &#8220;Giordano Bruno e i Rosacroce&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il lavoro, che ha visto uniti nel nome del grande filosofo due studiosi italiani (Guido del Giudice e Biagio Milano), un attore affermato (Lello Serao), uno studioso olandese (J. K. Ritman) fondatore della bibliotheca philosophica Hermetica di Amsterdam specializzata nella raccolta di testi della tradizione cristiano-ermetica, ed un giovane regista (Francesco Afro de Falco) nasce da un progetto molto ambizioso: fare rivivere in chiave moderna il pensiero bruniano, delineandosi intorno alla figura del filosofo un documentario con tre livelli di percezione: intellettuale, emozionale e spirituale.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il documentario, dal titolo &#8220;Giordano Bruno e i Rosacroce&#8221; (prodotto da Libera Scena Ensemble, cooperativa che ha tra i suoi fondatori Lello Serao e Renato Carpentieri ) è un viaggio ricco di suggestivi momenti evocativi. Un lavoro che vuole incuriosire e stimolare per facilitare, attraverso percorsi della mente e del cuore, la scoperta di un filosofo il cui pensiero era molto più avanti del suo tempo e che probabilmente solo oggi può essere realmente compreso. Per la prima volta, poi, vengono presentate valide prove sul contatto fra Giordano Bruno ed il nascente movimento dei Rosacroce.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Le recenti scoperte in Svizzera dello studioso Guido del Giudice dimostrano in maniera evidente il contatto fra Giordano Bruno ed il nascente ordine dei Rosacroce.  Nell&#8217;opera sono richiamati, fra gli altri, due dei principi fondamentali: la duplice natura dell&#8217;uomo e la legge del &#8220;Cuore&#8221;, insegnamenti della Rosacroce moderna. Nella cornice di Sepino, luogo magico e sospeso nel tempo, sono ambientate le scene della Sophia-Mnemosine, interpretata dall&#8217;attrice napoletana Roberta Astuti, mentre l&#8217;arte evocativa di uno dei più grandi interpreti bruniani, l&#8217;attore Lello Serao, ha il compito di fare rivivere il fascino e l&#8217;attualità delle idee e dello spirito del grande filosofo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Insieme al documentario è stato poi realizzato un cortometraggio, &#8220;Eroico furore&#8221;, sempre per la regia di Francesco Afro De Falco, nel quale si riesce nell&#8217;impresa non facile di offrire, in un quarto d&#8217;ora, un suggestivo scorcio del complesso e magmatico universo bruniano.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il lavoro riflette sul parallelismo tra il filosofo nolano  &#8211;  il cui intento è stato quello di volere riformare un potere ingiusto e capitalista e risvegliare le coscienze dei dotti uomini del tempo  &#8211;  e la figura ormai anziana di un inquisitore che, negli ultimi giorni di vita, rivive con la memoria il processo nel quale condannò il filosofo per le eresie commesse.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">LA RICORRENZA <b><span style="font-size: large;"><br />
Nel nome di Giordano Bruno incontro alla libreria Treves<br />
</span></b><span style="font-size: small;">18 febbraio 2012<br />
<b><br />
</b>Un&#8217;altra iniziativa nel 412esimo anniversario della morte del filosofo nolano, dopo la proiezione all&#8217;Academy Astra del documentario &#8220;Giordano Bruno e i Rosacroce&#8221; Si continua a parlare di Giordano Bruno, nel 412simo l’anniversario della morte. Lunedì 20 febbraio alle  18.30 si svolgerà alla libreria Treves di piazza Plebiscito, una conferenza pubblica su “Giordano Bruno e i Rosacroce”. Lunedì saranno approfondite le tematiche che riguardano proprio i rapporti fra Giordano Bruno e l’allora nascente movimento esoterico dei Rosacroce, le similitudini e le assonanze fra gli scritti di Bruno e gli insegnamenti della Rosacroce, la modernità del pensiero bruniano e rosicruciano. All’appuntamento alla libreria Treves interverranno Francesco Afro de Falco, regista del documentario &#8220;Giordano Bruno e i Rosacroce&#8221;, presentato nei giorni scorsi all&#8217;Academy Astra ; Guido del Giudice, autore del libro su Giordano Bruno “Io dirò la verità”; lo studioso Biagio Milano; Salvatore Forte, co-sceneggiatore del documentario e studioso del pensiero rosicruciano. </span></h5>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-301" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/erasmo-copertina1-300x94.png" alt="erasmo-copertina1" width="300" height="94" /></p>
<h4><span class="text2" style="color: #000000;"><b><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/estratto_erasmo_19-1.pdf" target="_blank">&#8220;Io dirò la verità, intervista a Giordano Bruno&#8221;</a></span></b></span></h4>
<h5><span class="text2" style="color: #000000;"><b><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Articolo di &#8220;Erasmo&#8221;, rivista del Grande Oriente d&#8217;Italia </span></b><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><em>(</em></span></span><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: large;">15 febbraio 2012)</span></em><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></h5>
<h5><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Newsletter-Settimanale-GOI.pdf" target="_blank"><strong><span style="font-size: large;">GOI Newsletter &#8211; Notizie dal Grande Oriente d&#8217;Italia</span></strong></a></h5>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-59" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/rom.gif" alt="Il Roma online" width="204" height="38" /></p>
<h5><em>19/02/2012</em></h5>
<h4><strong>&#8220;Giordano Bruno, il pensatore errante&#8221;<br />
</strong>Presentato all&#8217;Astra il libro di Guido del Giudice</h4>
<h5 style="text-align: justify;">Il 17 febbraio del 1600 moriva sul rogo di Campo de’ Fiori Giordano Bruno, definito da Artur Schopenhauer il più grande filosofo dopo Platone. In tutta Italia, questo mese, sono state numerose le iniziative volte alla commemorazione del pensatore nolano. Quella che si è svolta venerdì pomeriggio al cinema Astra non è stata la semplice celebrazione di un filosofo scomparso quattrocentododici anni fa, bensì la presentazione di un personaggio il cui pensiero, per quanto antico, è sempre più attuale, al passo con la scienza ed in particolare con le recenti scoperte della fisica quantistica. Lo storico cinema ha ospitato una conferenza pubblica dedicata soprattutto ai rapporti che il pensiero bruniano ebbe con il movimento esoterico dei Rosa Croce, attraverso la proiezione del documentario Giordano Bruno e i Rosa Croce, realizzato in collaborazione con la scuola di cinema di Napoli e la casa di distribuzione e proiezione cinematografica SCS Srl.<br />
All’incontro sono intervenuti Lello Serao, Francesco Afro de Falco, rispettivamente attore e regista del documentario, e gli studiosi Biagio Milano e Guido del Giudice, medico e filosofo napoletano che negli ultimi anni si è imposto come uno dei massimi conoscitori della vita e dell’opera di Giordano Bruno. Secondo del Giudice, Bruno diede lezioni di terminologia aristotelica ad alcuni studiosi rosacrociani e paracelsiani. Uno degli aspetti fondamentali del pensiero dei seguaci di Paracelso è la dottrina del macrocosmo e del microcosmo ed è probabilmente intorno a questa dottrina che si focalizzò il contatto tra Giordano Bruno ed i Rosacrociani. Questo elemento a cui è approdata la ricerca dello studioso napoletano ha incontrato sul suo percorso il progetto di De Falco di realizzare il documentario.<br />
Numerosi i libri che il dottor del Giudice ha dedicato a Giordano Bruno, l’ultimo dei quali,<strong><em> Io dirò la verità</em></strong>, è stato pubblicato di recente. Il testo filosofico riporta un interrogatorio al pensatore nolano, il quale esordisce con la frase «Io dirò la verità!», che del Giudice ha immaginato essere avvenuto nel corso del processo veneto.<br />
Nel libro, Bruno risponde a quesiti fondamentali sulla sua filosofia, interrogato da due confratelli che furono inviati realmente nelle carceri dell’inquisizione di Tor di Nona, per convincerlo ad abiurare.<br />
Gli inquisitori erano il maestro generale dell’ordine dei domenicani, a cui Bruno apparteneva, Ippolito Beccaria, la cui tomba è ancora nella Chiesa di San Domenico Maggiore, ed il suo virato Paolo Isaresi, dei quali Del Giudice narra la storia.<br />
Ricostruendo la vita di questi due personaggi è emersa una notizia di grande importanza, ovvero che fu proprio Ippolito Beccaria, e non il Cardinale Bellarmino, il vero persecutore di Bruno. Da lui dipende l’inizio di quel processo che dopo otto anni lo avrebbe condotto sino al rogo di Campo de’ Fiori.<br />
Nel corso dell’incontro, del Giudice ha ricordato l’inutilità di celebrare la scomparsa di Bruno per il quale, infatti, la morte non esisteva. Egli riteneva che il trapasso altro non fosse che la dispersione di scintille di energia vitale nell’universo, energia che pervade altra materia. L’obiettivo di <strong><em>Io dirò la verità</em></strong> è quello di fornire soprattutto ai giovani un’immagine inedita del filosofo nolano, il <em>pensatore errante</em>, che nel corso della sua carriera percorse circa diecimila chilometri, fino ad ora conosciuto solo come il martire del libero pensiero.<br />
La prefazione del libro è a cura di Angelo Tonelli il quale scrive che «(Il lavoro di del Giudice) viene a porsi come una pietra miliare nella divulgazione non banalizzante del pensiero bruniano, così attuale nella sua inattualità».<br />
L’obiettivo della filosofia bruniana è restituire dignità all’uomo. La scoperta di Copernico aveva sottratto alla Terra la sua centralità nell’universo. Bruno la restituisce all’uomo in quanto individuo, affinché ciascuno scopra di essere il centro del cosmo. Bruno diede nuovo impulso alle idee platoniche ed esortava a percepire l’universo interiore attraverso lo studio della magia, la disciplina che univa l’uomo al cosmo.<br />
L’incontro si è concluso con l’esortazione a realizzare un monumento alla memoria di Giordano Bruno, al momento assente nella città di Napoli.</h5>
<h5><strong><em> Flavia Palazzi</em> </strong></h5>
<h5><strong>Scarica l&#8217;articolo.<br />
</strong><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/recensione_ilroma.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></h5>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-327" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/info_header_logo.png" alt="informazione.it" width="241" height="33" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/info_header_logo.png 241w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/info_header_logo-50x7.png 50w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></p>
<div id="picbox">
<h4 id="gooad" style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"> Il Giordano Bruno di Del Giudice guarda ai lettori esteri</span></h4>
</div>
<h5 id="summary" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">&#8220;Al vero filosofo ogni terreno è patria&#8221;.</span></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="justify"><span class="cityDate"> <span style="font-size: small;">Napoli, 22/06/2012</span></span><span style="font-size: small;"> (informazione.it &#8211; comunicati stampa) Dopo il grande successo del suo ultimo libro <i>&#8220;Io dirò la verità. Intervista a Giordano Bruno&#8221;</i>, l&#8217;attenzione di Guido del Giudice, lo studioso e scrittore napoletano che ha contribuito in maniera determinante alla riscoperta e alla corretta interpretazione della vita e del pensiero del filosofo bruciato vivo dalla Chiesa cattolica, si focalizza ora sull&#8217;estero.<br />
&#8220;Bruno &#8211; ricorda Del Giudice &#8211; era un grande divulgatore, Fu uno dei primi, nel corso di una memorabile lezione tenuta ad Oxford, a sostenere l&#8217;importanza delle traduzioni, indispensabili per la diffusione di tutte le scienze. L&#8217; interesse e il rispetto suscitati dal Nolano in tutto il mondo sono testimoniati dalle migliaia di contatti registrati dal sito <a href="http://www.giordanobruno.info" target="_blank" rel="nofollow"> giordanobruno. com</a> che curo personalmente da quindici anni. Dopo aver pubblicato con l&#8217;editore i Renzo ben otto libri tra studi e traduzioni, realizzato articoli, documentari e conferenze, penso che la vocazione universalistica del pensiero bruniano, mi imponga di concentrarmi sulla diffusione all&#8217;estero dei frutti del mio lavoro. E&#8217; in fase di realizzazione la traduzione in spagnolo del mio ultimo libro e, nonostante non possa contare sul sostegno di alcun tipo di istituzione, attendo la disponibilità di editori in altri paesi&#8221;.<br />
Come ha acutamente osservato Angelo Tonelli, l&#8217;opera di Guido del Giudice &#8220;viene a porsi come una pietra miliare nella divulgazione non banalizzante del pensiero bruniano, così attuale nella sua inattualità&#8221;. Ci auguriamo, nonostante il momento difficile, che qualcuno intuisca il valore del progetto e si faccia avanti : siamo sicuri che testi come <i>&#8220;La coincidenza degli opposti&#8221;</i> e <i>&#8220;Io dirò la verità&#8221;</i> abbiano le carte in regola per diventare successi editoriali in ogni parte del pianeta.</span></h5>
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<h4><strong>Giordano Bruno e il gioco delle illusioni.</strong></h4>
<h5><em> di Marco Bertelli </em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Quando il “moralizzatore” e il “teologo” scendono nell’inferno delle carceri dove il Nolano, fisicamente ripiegato su se stesso, tesse incessantemente la sua (ahimè) illusoria tela da presentare al Papa come l’arazzo più Vero da esporre nei Palazzi Pontifici, non si accorgono della scritta che appare sopra lo stipite della porta della cella dove Bruno è rinchiuso: “lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate!!!”. Ovviamente la scritta non può che essere virtuale, ma c’è da scommettere che Dante, avesse potuto vedere quei fatti, avrebbe istituito nella Divina Commedia un nuovo girone del suo inferno, quello dei “poveri illusi”. Paradossalmente tutti i protagonisti della vicenda, mirabilmente raccontata in questo libro, incorrono nell’illusione, ma solo uno dei tre (indovinate chi…) ne è perfettamente cosciente. Giordano Bruno sa di essere caduto da tempo nell’illusione, che egli stesso aveva fatto nascere, di poter dare il via ad un Risveglio di una Chiesa incapace di trascendere la propria dissolutezza morale e incapace di evolvere dal punto di vista culturale, preda unicamente della sete di potere. Diversamente da lui, Beccaria e Isaresi sono costantemente in balìa di un’illusione, dalla quale non sanno liberarsi, quasi fosse un rogo al quale si sono essi stessi condannati: l’illusione di condurre alla “ragione”, e quindi all’abiura, colui il quale non ha nulla da abiurare. Il punto centrale della vicenda, forse, è tutto qua. Nel “gioco delle illusioni” che i protagonisti inscenano, ciascuno su diversi piani di coscienza, i ruoli si confondono come in uno spettacolare ologramma. I due rappresentanti del Sacro Collegio pretendono di esercitare il ruolo di giudici che il Sant’Uffizio ha loro delegato e con vane minacce più o meno velate, tentano di impossessarsi della paura umana di qualcuno che tende ad essere “sovrumano” e che le paure, a loro dispetto, le ha da tempo trascese. L’Eretico “impenitente e pertinace”, invece, ribalta la situazione, negando l’autorità , e quindi l’implicita capacità di giudicare, che i crocifissi pendenti dalle vesti domenicane, conferiscono ai due (ormai  ex) confratelli. Giordano Bruno è padrone della propria illusione, mentre Beccaria ed Isaresi, pur se a livelli diversi, sono schiavi di un’illusione costruita da altri. Questo è il perno attorno al quale gira tutta l’intelaiatura dei dialoghi e dei diverbi, che rende questa narrazione molto più avvincente di quanto non possa sembrare una storia dall’esito risaputo, quale quella che vede un “martire” (come ancora incautamente molti osano definire il Nolano) condannato ad un ingiusto rogo. La sublimazione di tutto ciò la troviamo al capitolo 6, dove Bruno rivela ad Isaresi quell’incubo ricorrente, nel quale pur con la mente “in piena”  come un fiume colmo di idee da rivelare al mondo, non riesce ad emettere dalla sua bocca la voce che ne permetterebbe la diffusione. Egli sa, sente che presto gli verrà impedito di comunicare, anche nella forma più naturale, il sapere che tiene in serbo. Vede in che direzione la sua personale vicissitudine si sta incamminando, eppure, nonostante la frustrazione e lo sgomento che il ricorrere di questo sogno paventano, egli non ne resta irretito, ma continua a dominare il duello intellettuale che lo vede contrapposto ai due suoi futuri carnefici. Lo fa in maniera naturale, come solo può fare colui che conosce l’arte di dominare il sogno, rendendolo reale a suo piacimento, senza restarne, nel suo intimo, coinvolto. Capacità di scegliere tra realtà e sogno, caratteristica peculiare di pochi “iniziati”, di coloro i quali hanno la capacità di “risvegliare gli animi dormienti”. E’ qui che dobbiamo, a mio avviso, cercare la vera essenza di Bruno. Nell’Eroico Furore che lo porta a trascendere, ad andare oltre l’illusione, non nell’”eroico furore” che lo porta ad un martirio utile solo a chi vuole soffocare la Filosofia del Nolano, racchiudendola e limitandola in un disperato atto di coraggio e di forza eroica fini a se stessi. “Io dirò la verità” è un racconto che è in grado di portare il lettore nella direzione giusta per capire che cosa significa veramente  essere un “risvegliatore di animi dormienti”. Giordano Bruno è proprio questo.</h5>
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<h4 style="text-align: justify;"><strong> Un fuoco, un uomo nuovo sulla Terra.</strong></h4>
<h5 style="text-align: justify;"><em>di Francesco Bellanti</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>“Io dirò la verità. Intervista a Giordano Bruno”. Il nuovo libro di Guido del Giudice. </em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il nuovo saggio di Guido del Giudice “Io dirò la verità. Intervista a Giordano Bruno” (pp. 128, euro 12, Di Renzo Editore), anche a un non specialista dell’opera Giordano Bruno come me, che tuttavia ha letto almeno una mezza dozzina di libri sul grande filosofo di Nola, appare sin dalle prime pagine  un libro agile, un saggio chiaro ed esaustivo sul grande filosofo degli infiniti mondi. Un libro che si legge d’un fiato, che riempie dei vuoti ma suscita anche nuova brama di conoscenza, di approfondimento dell’opera di una delle menti più grandi dell’umanità. Come solo i bei libri sanno fare.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Di che cosa parla il libro? Il libro è composto da interviste immaginarie che mettono in rilievo il pensiero di un uomo consapevole della sua modernità. Si parla in questo libro di magia, di scienza, di filosofia, di poesia, di tolleranza, di eresia, della Chiesa e degli infiniti mondi, e di molti altri aspetti significativi del pensiero di Bruno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il libro di Del Giudice è incentrato sugli incontri che effettivamente avvennero nel dicembre del 1599 nelle carceri del S. Uffizio Romano tra il grande filosofo nolano e i due inquisitori domenicani, Ippolito Maria Beccaria, generale dei Domenicani, e Paolo Isaresi, suo vicario, incaricati dal Collegio giudicante di tentare, per l’ultima volta, di indurre all’abiura l’eretico pertinace. Vi emerge la figura di questo Beccaria, che nella storia di questo famoso processo non era sembrato così importante. Si discutono tutti i più importanti punti della filosofia di Bruno, che è in realtà il vero titano della vicenda.  Anche se io credo che Bruno non fosse così sicuro in questi ultimi giorni del suo processo. Nei vari capitoli, la discussione si articola come una vera e propria intervista al Nolano sui principali aspetti della sua filosofia e delle sue scelte di vita. Si va dall’arte della memoria all’infinità dei mondi, dai dogmi cristiani agli eroici furori.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La mente dei due teologi inquisitori, come anche quella più poderosa di Roberto Bellarmino che è dietro di loro, di fronte a questo universo popolato di infiniti mondi creato dal sogno di Bruno, era smarrita. Per loro l’universo doveva restare un carcere. Quasi sicuramente, come Bellarmino, i due inquisitori avevano percepito che Bruno, con la sua visione dell’infinito aperta ad una pluralità di mondi, aveva aperto un’epoca nuova per lo sviluppo del pensiero moderno. Vivevano nella certezza della fede ma anche nel terrore del tempo nuovo che si apriva.  Lo stesso Bellarmino confidò in seguito a Galilei che, se le sue osservazioni sperimentali a sostegno della visione eliocentrica si fossero rivelate scientificamente certe, si sarebbero dovute rivedere le Scritture. Quello che, infatti, dopo è avvenuto.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">I due inquisitori, Beccaria e Isaresi, erano in balìa di un’illusione, l’immane compito di condurre all’abiura un intellettuale di prestigio che avrebbe portato nuova gloria alla Chiesa. Credo che fossero consapevoli di essere destinati al fallimento, e di essere amareggiati per questo, perché la Chiesa non voleva il martirio del Nolano, sapeva che aveva tutto da perdere con questo nuovo grande martire. Anche Bruno ormai aveva tutto da perdere ad abiurare, egli non poteva più abiurare in quanto il suo pensiero non aveva più nulla di cristiano. Le sue posizioni filosofiche e teologiche erano ormai incompatibili col pensiero cristiano. In quei momenti, Bruno quasi sicuramente è consapevole di andare incontro al rogo e al silenzio, ma probabilmente è anche consapevole che la storia gli darà ragione per sempre. Per questo motivo, e questo lo si evince anche nei dialoghi di Del Giudice, nonostante l’angoscia della morte prossima, egli emerge intellettualmente come un titano davanti ai suoi carnefici. Certo, Bruno voleva apparire come un libero pensatore non come un teologo, ma le leggi in materia allora erano chiare e lui le conosceva. E occorre anche dire che la Chiesa, in base alle leggi di allora, assicurò a Bruno un processo regolare. Nemmeno questo era una cosa facile, perché la storia non aveva incontrato un uomo come Giordano Bruno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ma chi era Giordano Bruno? A mio modo di vedere, Giordano Bruno forse fu essenzialmente un poeta, più che un filosofo, perché solo i poeti autentici sono capaci di intuizioni rivoluzionarie come quelle di Bruno in ambiti così diversi oggi come l’astronomia, la matematica, la filosofia, la religione, la libertà di pensiero. Bruno  &#8211; tra magia e arte della memoria, tra nuove concezioni astronomiche,  e nuove e più moderne visioni della natura e della religiosità &#8211; è l’uomo che chiude un tempo e ne apre un altro, e di questo bisogna tenere conto anche per capire le sue contraddizioni. Il risvegliatore degli animi dormienti era un libero pensatore insofferente a qualsiasi potere, una mente brillante, sostanzialmente un anarchico, nemico di ogni legge e di ogni dogma, un intellettuale europeo come pochi lo sono stati fra gli Italiani. Era un eretico, sì, ma un eretico che non meritava il rogo, che ha vinto la sua battaglia contro un titano della Chiesa come Roberto Bellarmino. Roberto Bellarmino, il futuro Santo e Dottore della Chiesa, che non era solo un gesuita, un cardinale, era anche un grande teologo, uno scrittore, uno degli uomini più colti e intelligenti della Chiesa di quel tempo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Bruno ha potuto vincere la sua battaglia contro Bellarmino e la Chiesa di allora perché era un moderno. Moderno perché era un uomo che non voleva far progredire la scienza o la filosofia ma l’uomo, moderno perché aveva compreso il dramma dell’uomo, l’impossibilità di perseguire la pace e la felicità solo attraverso il progresso tecnico e scientifico. La scienza, sostiene Bruno, anche se porta tanti vantaggi, se non serve all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo. Giordano Bruno è l’uomo, l’uomo moderno, l’uomo nuovo, l’uomo tormentato, geniale, che annuncia e anticipa i tempi, e per fare questo fatica a liberarsi dell’antico. Egli ha capito ciò che serve per comprendere l’universo e giungere alla verità. Dio, la natura, l’uomo: sembra Hölderlin. Un pensiero romantico, bello, moderno. Il Buddismo. L’Induismo. Forse è panteismo. È comunque un’eresia, non è più Cristianesimo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Bruno è moderno perché il suo pensiero è rivoluzionario ma non sempre coerente. È  un uomo che ha i piedi nel Rinascimento e nel Medioevo e la mente già nel Settecento. Una mente sterminata, profonda, impressionante, una delle più straordinarie presenze nella cultura europea di quel tempo e di oggi. Il ribelle, il rivoluzionario, il mistico. L’intellettuale immenso, il poeta e il filosofo, lo scrittore facondo. Egli stesso si definiva stupore del genere umano. È moderno anche perché il suo pensiero non è sempre coerente, ha molti punti oscuri, zone d’ombra. Non si può sostenere in nome della ragione l’assurdità della fede e poi praticare la magia e l’arte della memoria. Anche se quella che allora si chiamava magia faceva parte della vita e della conoscenza. La Chiesa si avviava a imparare la lingua degli uomini per potere parlare la lingua di Dio. Forse, in quel momento, come adesso,  il Cattolicesimo non era nemico della libertà, forse il Cattolicesimo voleva che la libertà fosse ancorata alla verità. Anche se, questo Bruno sosteneva,  nulla si deve frapporre fra l’uomo e la conoscenza, perché solo così si conquista la verità. E la libertà. Bisogna ricercare la conoscenza al di là di ogni logica di mercato. Si deve studiare per capire il mondo, non per accumulare ricchezza e potere. La vita non va separata dalla filosofia, non ci deve essere scissione tra sapere e vita.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Bruno è l’uomo nuovo, l’uomo moderno che cerca la conoscenza, il senso dell’essere, la vita. è un uomo il cui pensiero è molto più avanti del suo tempo e del suo spazio, e trova punti fecondi di contatto col pensiero induista e buddista, come per esempio la sua credenza nella metempsicosi o l’idea che la morte altro non sia se non la dispersione di scintille di energia vitale nell’universo, energia che pervade e crea altra materia.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Io non credo che Bruno avesse come obiettivo la rifondazione di una Chiesa corrotta e dissoluta sul piano morale, incapace di qualsiasi progresso teologico o culturale. Le sue idee ormai erano troppo al di fuori dei dogmi della Chiesa, per esempio il suo rifiuto della transustanziazione e della Trinità, di un Dio personale. Bruno restituisce la Terra all’uomo, anzi l’universo, e fa dell’uomo il centro della storia. Giordano Bruno fu un grande filosofo, un matematico, un teologo, ma fu soprattutto un uomo moderno, un poeta, perché solo la potenza di un sogno poteva comprendere la realtà dell’universo infinito, di mondi infiniti, di un Dio che pervade tutte le cose dell’universo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Del Giudice, lo studioso napoletano che ha dato &#8211; con molti libri e un’attività eroica &#8211; un contributo decisivo per la riscoperta e la corretta interpretazione della vita e del pensiero del filosofo di Nola bruciato vivo dalla Chiesa cattolica in Campo de’ Fiori a Roma il 17 febbraio del 1600, non è solo divulgatore dell’opera del Nolano. E&#8217; un&#8217;esegeta, un acuto e intelligente interprete che sa penetrare nelle pieghe più riposte del pensiero, anzi negli infiniti mondi di un grande intellettuale, di un uomo che voleva risvegliare l’umanità dormiente coi suoi eroici furori. Lo fa in questo libro con una scrittura chiara e precisa, che nelle domande e soprattutto nelle risposte di Bruno è anche rigorosa perché filosofica; una scrittura poetica, in quanto si interna nell’anima di un pensiero complesso e affascinante, e ne riproduce il pathos, l’afflato, la tensione lirica di uno dei pensatori più inquietanti dell’umanità.</h5>
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<h4 style="text-align: justify;"><b>Recensione di Biagio Milano</b></h4>
<h5 style="text-align: justify;">La cosa più semplice di questo mondo è scrivere qualcosa per commentare l’ultima fatica. Ma quale fatica, l’ultimo gesto d’amore di Guido del Giudice nei confronti di Giordano Bruno. L’inizio può sconcertare, visto l’ampio spazio dedicato al Beccaria e all’Isaresi. Personaggi saltati fuori dal cilindro della sua certosina ricerca e soprattutto da quella intuizione, indispensabili per un lavoro simbiotico. Proseguendo nella lettura si comprende perfettamente il perché di quello spazio.<br />
Ma veniamo al dunque. L’unico motivo per non divorarlo in un paio d’ore è che bisogna dare alla macchina umana il tempo per digerire gli straordinari e profondi concetti del Filosofo nolano. Il testo oserei definirlo di taglio giornalistico, come d&#8217;altronde dev’essere, visto l’intento del libro: un’intervista. Esso è velocissimo, semplicissimo, godibilissimo. Ma soprattutto utile per chi voglia sapere veramente quali sono gli argomenti per i quali il Bruno ha deciso di impegnare la propria esistenza fino a sacrificarla. L’autore del libro sembra aver mandato a memoria il dettame schopenhaueriano secondo il quale la semplicità è l’arma usata da chi ha veramente qualcosa da dire. Forse taluni “pedanti” che per anni hanno disquisito su “rave e fave “ potrebbero imparare qualcosa!<br />
<em>Grazie Guido</em></h5>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-diro-la-verita-intervista-giordano-bruno/">Recensioni &#8220;Io dirò la verità&#8221; intervista a Giordano Bruno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.guidodelgiudice.it">Guido del Giudice</a>.</p>
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		<title>Recensioni &#8220;Il Dio dei geometri&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 17:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LIBRI: ESCE &#8216;IL DIO DEI GEOMETRI&#8217;, COSI&#8217; GIORDANO BRUNO LITIGO&#8217; CON IL COMPASSO DI MORDENTE. NUOVO SAGGIO DI GUIDO DEL GIUDICE SUGLI INQUIETI PERCORSI DEL FILOSOFO NOLANO. Roma, 6 set. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Un altro tratto umano di Giordano Bruno, il filosofo di Nola imprevedibile come il suo pensiero ribelle, ucciso nel rogo di campo dei Fiori il 17 febbraio 1600. E&#8217; la chiave di lettura che ci offre il saggio appena edito Giordano Bruno &#8216;Il Dio dei Geometri. Quattro dialoghi&#8217;, con introduzione e traduzione del medico e filosofo napoletano Guido del Giudice (Di Renzo Editore, pp. 128, euro 12,50, www.direnzo.it). L&#8217;incontro di Bruno con il matematico salernitano Fabrizio Mordente avvenne nel 1585, durante il secondo soggiorno parigino del filosofo reduce dall&#8217;esperienza inglese, una vicenda interessante e finora inspiegabilmente trascurata. Infatti, nonostante la recente scoperta dei nuovi dialoghi e documenti abbia contribuito a delucidarla, finora non era stata messa a disposizione del pubblico una traduzione completa dei quattro dialoghi composti dal Nolano sull&#8217;argomento. Il Dio dei Geometri, per Bruno, e&#8217; Fabrizio Mordente, un matematico di Salerno conosciuto a Parigi nel 1585 alla corte di Caterina de&#8217; Medici, al seguito di Jacopo Corbinelli, esule fiorentino nelle grazie della Regina Madre che...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-269" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/adnkronos-300x60.jpg" alt="adnkronos" width="300" height="60" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/adnkronos-300x60.jpg 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/adnkronos-50x10.jpg 50w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/adnkronos.jpg 403w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>LIBRI: ESCE &#8216;IL DIO DEI GEOMETRI&#8217;, COSI&#8217; GIORDANO BRUNO LITIGO&#8217; CON IL COMPASSO DI MORDENTE.</strong></h4>
<h5><em><strong>NUOVO SAGGIO DI GUIDO DEL GIUDICE SUGLI INQUIETI PERCORSI DEL FILOSOFO NOLANO.</strong></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Roma, 6 set. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Un altro tratto umano di Giordano Bruno, il filosofo di Nola imprevedibile come il suo pensiero ribelle, ucciso nel rogo di campo dei Fiori il 17 febbraio 1600. E&#8217; la chiave di lettura che ci offre il saggio appena edito Giordano Bruno &#8216;Il Dio dei Geometri. Quattro dialoghi&#8217;, con introduzione e traduzione del medico e filosofo napoletano Guido del Giudice (Di Renzo Editore, pp. 128, euro 12,50, www.direnzo.it). L&#8217;incontro di Bruno con il matematico salernitano Fabrizio Mordente avvenne nel 1585, durante il secondo soggiorno parigino del filosofo reduce dall&#8217;esperienza inglese, una vicenda interessante e finora inspiegabilmente trascurata. Infatti, nonostante la recente scoperta dei nuovi dialoghi e documenti abbia contribuito a delucidarla, finora non era stata messa a disposizione del pubblico una traduzione completa dei quattro dialoghi composti dal Nolano sull&#8217;argomento. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il Dio dei Geometri, per Bruno, e&#8217; Fabrizio Mordente, un matematico di Salerno conosciuto a Parigi nel 1585 alla corte di Caterina de&#8217; Medici, al seguito di Jacopo Corbinelli, esule fiorentino nelle grazie della Regina Madre che proteggeva gli italiani a corte. Ma, spiega Guido Del Giudice all&#8217;ADNKRONOS, &#8221;come spesso succede agli esuli, anziché&#8217; aiutarsi a vicenda, non trovano niente di meglio da fare che azzuffarsi, come i capponi di Renzo, sprecando le proprie energie in una lotta tra poveri. Per la verità&#8217; le colpe di questo dissidio sono prevalentemente del Salernitano, in quanto Bruno, come suo solito, si rivela si avventato, ma animato esclusivamente dalla brama di conoscere e sviluppare la sua filosofia&#8221;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">&#8221;Egli vede in questo divino strumento inventato dal Mordente -aggiunge l&#8217;autore- che nel 1998 ha creato il sito internet www.giordanobruno.info, diventato ormai un punto di riferimento per appassionati e studiosi- un compasso di proporzione a otto punte, il <i>deus ex machina</i> in grado di confermare e sviluppare le sue teorie atomistiche e, in particolare, la presenza di un minimo assoluto assimilabile all&#8217;atomo, che Aristotele negava con decisione. Mordente era un personaggio di cultura piuttosto limitata e, in particolare, si doleva della sua ignoranza del latino. Al Nolano non sembrò vero di offrirsi di realizzare una presentazione della scoperta del conterraneo nella lingua dei dotti&#8221;.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong> LA RABBIA DEL MATEMATICO SALERNITANO E L&#8217;APPROCCIO BRUNIANO ALLA CONOSCENZA</strong><br />
Naturalmente Bruno non era certo tipo da realizzare una semplice traduzione, &#8221;ma ci mise del suo &#8211; annota del Giudice, già autore di diversi contributi sulla filosofia di Bruno &#8211; presentando la sua visione dello strumento, cercando di dimostrare le operazioni e le prospettive consentite dallo stesso. Egli allargò&#8242; il panorama dal semplice aspetto meccanico, che era quello che interessava al Mordente, desideroso di trarre profitto dalla sua invenzione al piano più elevato e fecondo della speculazione filosofica. In compenso, nei primi due dialoghi, conferisce alla figura di Mordente un&#8217;areola di divinità, in quanto non potendo esaltarne le doti culturali e&#8217; costretto a presentarlo come una sorta di sileno ispirato o di asina di Balaam. Apriti cielo! Mordente &#8211; sottolinea Guido del Giudice &#8211; che aveva un carattere sospettoso e diffidente si ritenne sminuito e defraudato della sua scoperta e montò in una rabbia bestiale, come la definisce Corbinelli, al punto da comprare e bruciare quasi tutte le copie dei dialoghi&#8221;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">&#8221;Ciò&#8242; dovette sembrare al Nolano una vera e propria dichiarazione di guerra e, ovviamente, reagì &#8211; annota l&#8217;autore &#8211; con due nuovi dialoghi in cui questa volta senza mezzi termini esprimendo la scarsa considerazione che tutti più o meno nutrivano nei confronti del compaesano. Ne nacque un odio eterno, soprattutto da parte di Fabrizio, che in tutte le sue opere successive serberà astio nei confronti del filosofo di Nola, il quale invece, anche perché aveva ben altro da fare, tornerà sullo strumento e sulle teorie ad esso associate in opere successive, sempre citando con riconoscenza i meriti del geometra salernitano&#8221;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il libro, in cui Guido del Giudice presenta la ricostruzione della vicenda, unitamente alla prima traduzione completa dei quattro dialoghi scritti da Bruno sull&#8217;argomento, &#8221;penso possa essere di grande interesse per gli studiosi bruniani, in quanto illumina, da un lato, il carattere del Nolano, paradigmatico rispetto ad altre vicende e momenti della sua tormentata esistenza, e dall&#8217;altro, il suo metodo di approccio alla conoscenza. Comportamenti irruenti e precipitosi sono usuali in Bruno, e ricorrono più volte nel corso della sua tormentata esistenza, sempre interpretati in modo malevolo e interessato&#8221;. Ad esempio, ricorda l&#8217;autore, &#8221;l&#8217;eccessivo entusiasmo da cui il filosofo si fa prendere in questa occasione, come nel caso di Tycho Brahe e dell&#8217;Acrotismus, da me raccontati nella mia precedente traduzione, viene ricompensato ancora una volta con l&#8217;incomprensione e il disprezzo&#8221;.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong> SUL WEB LA BATTAGLIA PER UN PENSIERO DI RICERCA CHE APPARTIENE A TUTTI</strong><br />
Mentre &#8221;il secondo importante argomento di riflessione si inserisce nella polemica mai sopita tra i sostenitori, sulla scia di Frances Yates, di una visione magica ed irrazionale della filosofia e del personaggio Bruno, e quelli più moderni e credibili, che rivalutano l&#8217;impostazione sperimentale, &#8221;prescientifica&#8221; del filosofo, identificando in lui un fondamentale punto di passaggio: il rappresentante emblematico di un rinascimento che dalle sue basi tradizionali, proietta l&#8217;uomo verso un mondo nuovo. Egli, in un periodo in cui non esistevano strumenti e contributi atti a dare dei fondamenti scientifici alle sue teorie, ciononostante ricercava, spesso ingenuamente, tutto ciò che potesse aiutarlo in questa direzione&#8221;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Per del Giudice &#8221;Bruno si rendeva conto che gli mancavano i mezzi di osservazione e perciò si paragonava a Tiresia, interprete cieco ma divino. Per cui nei confronti di Copernico e degli altri astronomi, sosteneva che &#8216;<i>&#8216;Doviamo aprir gli occhi a quello ch&#8217;hanno osservato e visto e non porgere il consentimento a quel ch&#8217;hanno conceputo, inteso e determinato</i>&#8221;. E a chi gli chiede a quale pubblico si rivolga il libro, del Giudice replica deciso: &#8221;La mia passione per Bruno e&#8217; stata sempre anche lo strumento di una battaglia contro la pedanteria accademica che, particolarmente nel caso del pensatore Nolano, ha mostrato tutta la sua protervia. I visitatori, in esponenziale incremento del mio sito internet dedicato al Nolano (<a href="http://www.giordanobruno.info">www.giordanobruno.info</a>), manifestano non soltanto l&#8217;interesse per il filosofo, ma anche l&#8217;insofferenza per una classe erudita che pretende di gestire a proprio piacimento lo studio e la diffusione di testi fondamentali della nostra cultura. Lo stesso tipo di riscontro ho avuto dal successo dei miei libri&#8221;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">E le &#8221;sorprese -assicura del Giudice- non sono ancora finite&#8221;. Come dire: spostare i propri confini e&#8217; ancora una volta il segreto per capire la filosofia di Bruno: &#8221;<i>Per le talpe </i>&#8211; tagliava corto l&#8217;orgoglioso Nolano ricusando i &#8216;pedanti&#8217;- <i> queste ragioni avranno lo stesso effetto della luce del giorno. Vi saluto&#8217;</i>&#8216;. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><em>(Adnkronos)</em> </span></h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-59" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/rom.gif" alt="Il Roma online" width="204" height="38" /></p>
<h5><em>domenica, 20 settembre 2009</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><u>NEL LIBRO DI GUIDO DEL GIUDICE NUOVA LUCE SULLA RICERCA DEL NOLANO</u><br />
<strong><span style="font-size: large;">L’universo di Giordano Bruno in una pluralità di interessi</span></strong><br />
<em>di Giovanni Alloggio</em><br />
<span style="font-size: small;"><br />
La filosofia di Giordano Bruno, il pensiero del Nolano, un’ulteriore inquadratura su questa figura eccezionale, martire della ragione, emergono dal saggio appena edito Giordano Bruno “Il Dio dei Geometri. Quattro Dialoghi” con introduzione e traduzione del medico e filosofo napoletano Guido del Giudice (Di Renzo Editore). La vicenda, inspiegabilmente rimasta trascurata fino ad ora, si rifà all’incontro di Bruno con il matematico salernitano Fabrizio Mordente avvenuto nel 1585 durante il secondo soggiorno parigino del filosofo.<br />
L’incontro evidenzia l’enorme interesse del Nolano verso l’ultima invenzione del Mordente, un compasso di proporzione a otto punte. Ma mentre il filosofo aveva intravisto in quest’invenzione “la dimostrazione del limite fisico e matematico della divisibilità che Aristotele invece confutava”, al contrario Mordente si muoveva ad un livello più basso: mancando di una sovrastruttura filosofica non accettava di limitare il suo metodo ad una determinazione che non fosse formale. I due percorrono strade diverse, parlano lingue diverse “si muovono su livelli culturali diversi” e ciò dovette far temere al salernitano che Bruno, che si era offerto di diffondere in latino fra i dotti le idee del Mordente, volesse in realtà appropriarsi della sua invenzione. La vicenda permette di affrontare la questione circa l’effettivo valore scientifico della concezione bruniana dell’universo e fa luce su alcune delle speculazioni più brillanti del filosofo campano mettendo in scena tutta la violenza di un conflitto fra due pensatori irriducibili, “nonché le immense qualità morali e intellettuali che caratterizzarono il comportamento del filosofo in tutte le più importanti vicende della sua tormentata esistenza”. Bruno compone quattro dialoghi sotto l’”influsso” delle teorie di Fabrizio Mordente, denominato dal Nolano “il Dio dei Geometri”: Mordente, il Compasso di Mordente con il Sogno, l’Idiota trionfante e l’interpretazione del Sogno che mettono in luce tra l’altro i punti chiave della sua concezione filosofica, che fondeva neoplatonismo e arti mnemoniche con influssi ebraici e cabalistici, la pluralità dei mondi e l’infinità dell’universo. Un altro tratto umano di Giordano Bruno ucciso nel rogo di campo dei Fiori il 17 febbraio 1600 emerge da quest’opera inaspettata e sorprendente.</span></h5>
<h5><strong>Scarica l&#8217;articolo.</strong></h5>
<p><a href="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Il-Dio-dei-Geometri.-L’universo-di-Giordano-Bruno-in-una-pluralità-di-interessi.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></p>
<hr />
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><strong>Il gusto del dettaglio.</strong> </span><br />
<em>di Emiliano Ventura</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Sono ormai parecchi anni, credo una decina, che Guido del Giudice ha intrapreso l’opera di raccontarci e definirci meglio l’opera di Giordano Bruno. Il suo lavoro di difesa e diffusione della nolana filosofia è iniziato con un sito internet, divenuto vero centro di approdo e raccordo per studiosi e appassionati.<br />
Da quelle pagine elettroniche sono venuti i libri, e sono testi che hanno il pregio di mostrare aspetti e prospettive diverse del Nolano, come La coincidenza degli opposti, dove la filosofia del nostro viene vista e ‘comparata’ con la filosofia orientale.<br />
Del Giudice non è studioso sedentario né brunianamente ‘pedante’, è invece ricercatore mobile, nei suoi libri non mancano apparati iconografici con stampe e autografi che, oltre ad impreziosire il testo, ci rendono un’idea più prossima dei tempi in cui Bruno se ne andava errante, come un Bia’, per l’Europa.<br />
Nel testo Due Orazioni ci ha presentato il profilo del filosofo nel soggiorno in Germania, e tra quelle pagine si chiarisce l’intento che spinge Bruno a scrivere le orationes nel periodo più tranquillo di quell’esilio; abbiamo visto aggiungere una porzione di quel pellegrinaggio filosofico, quell’incedere e scappare che è intimamente legato all’opera del Nolano.<br />
Questo perché la filosofia di Bruno è imprescindibile, per una corretta e olistica comprensione, dal tempo e dal luogo in cui il testo viene scritto; le epistole dedicatorie dei dialoghi ne sono un chiarissimo esempio.<br />
È evidente come Del Giudice abbia ben chiaro in mente un progetto molto più ampio, l’affresco totale o il mosaico che dovrà coprire l’intera volta, anche se non si tratta di un soffitto ma della vita e del pensiero di uno dei più originali pensatori della fine del Rinascimento.<br />
Ultima fatica è la pubblicazione de Il dio dei geometri, saggio che contiene i dialoghi bruniani sul compasso di Fabrizio Mordente, un’altra preziosa porzione che mancava alla comprensione del Nolano. Veniamo introdotti nel secondo soggiorno parigino, cioè quando, lasciata l’Inghilterra, Bruno rientra in Francia al seguito dell’ambasciatore; aveva intanto pubblicato i dialoghi in volgare e meglio definito la sua posizione eliocentrica e infinitistica dell’universo.<br />
Lo ritroviamo in compagnia del Corbinelli che è il tramite da cui nascerà l’incontro con il matematico Fabrizio Mordente; questo è uno dei punti che mi preme sottolineare, il rilievo dato a questi due personaggi. Con Corbinelli e Mordente l’autore entra direttamente nel mondo che ha visto accarnarsi la parola e la vita del Nolano: ecco il gusto del dettaglio, la lente che ingrandisce il particolare per meglio comprende l’universale.<br />
In Del Giudice il dettaglio non è ornamento o arabesco da sfondo, ma è assolutamente inscindibile dall’oggetto principale del dire, ovvero la vita e la filosofia di Giordano Bruno. Con la definizione del carattere del Mordente, tra semplicità e cialtroneria, viene messo in risalto e chiarito definitivamente il perchè e il tono dei dialoghi che Bruno stampa contro lo stesso matematico.<br />
Bella l’immagine del filosofo che si accende appena comprende le possibilità di questo nuovo compasso perfezionato dal matematico, che lui definisce dio dei geometri, questo perchè sostiene in modo empirico la sua ultima speculazione filosofica, ovvero la possibilità di definire e misurare il minimo. Da qui l’idea di tradurre in latino il rozzo scritto mordentiano, per una diffusione maggiore e più dettagliata, da qui il risentimento del matematico che non comprende l’opera del filosofo-traduttore, rivolta essenzialmente a suffragare la sua filosofia antiaristotelica.<br />
Come aveva già fatto con la visione eliocentrica copernicana, Bruno usa le nuove scoperte o le nuove idee come supporti per la sua originalissima riforma, la filosofia nolana. Tutto questo il povero Mordente non è in grado di comprenderlo, e rimane con il suo bilioso rancore, in compagnia del suo essere ‘idiota trionfante’.<br />
L’autore di questo saggio ci ha donato ancora una tesserina di quel mosaico a cui accennavo sopra, una stazione della vita di quel piccolo uomo di Nola, con un poco di barba nera; ha arricchito la nostra conoscenza del mondo che lo circondava.<br />
Forse Del Giudice ha bene in mente quel detto nietzschiano: “… ogni cosa è talmente legata con tutto che voler escludere una qualsiasi cosa vuol dire escludere tutto”, da qui il suo prodigarsi nella ricerca del particolare.<br />
È proprio questa la caratteristica più bruniana del testo, la certezza che le minime cose, le minuzzarie, partecipano al Tutto, e che l’infinito si rappresenta nel finito; siamo noi a dover capire ‘certe ombre dell’idee’. In questo modo e con questa tecnica Il dio dei geometri ha assunto i contorni di un’opera nolana, non solo nel contenuto ma anche nella forma.<br />
Non posso fare a meno di pensare a certi manufatti in bilico e con la luce di taglio nei quadri di Caravaggio, o agli oggetti che si vedono negli affreschi del Carpaccio a Venezia; non credo che sia da sottovalutare questo gusto ‘pittorico’ nella prosa dell’autore. Nella totalità di un soggetto figurativo o di un sistema filosofico le minime cose partecipano vivamente alla comprensione del tutto. Non resta che appagare il nostro desiderio di conoscenza con la lettura di questo ‘piccolo e gradevole scritto’ sul pensiero di Bruno e restare in attesa del dono del prossimo, la nuova tessera del mosaico, il nuovo frutto del ‘gusto del particolare di Guido del Giudice’.<br />
Probabilmente il suo narrare arriverà fino alla fine dei giorni del Nolano, fino al momento in cui la strada quotidiana di un assassino si incontrerà con l’incedere di un filosofo, e quell’incrocio sarà la piazza romana di Campo de’ Fiori, un fatto che credo abbia segnato a fondo la storia dell’umanità in generale e, in particolare, dell’uomo Del Giudice.</span></h5>
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		<title>Recensioni &#8220;Somma dei termini metafisici&#8221;</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/recensione-somma-dei-termini-metafisici/</link>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 15:31:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giordano Bruno Emiliano Ventura Somma dei termini metafisici a cura di Giudo del Giudice Guido del Giudice ci presenta la traduzione di un testo che mancava al fruitore o allo studioso della filosofia nolana. Non è nuovo lo studioso a questi recuperi e la sua bibliografia persoanle comincia ad assumere toni importanti. In Italia si pubblicano molti libri inutili che servono a far da vetrina all’autore, soddisfano quello che Gadda chiamava il &#8216;signor collo dritto&#8217;, l’io. Credo che del Giudice sia al quinto o sesto titolo su Giordano Bruno e in ogni occasione mette a disposizione una porzione di pensiero del filosofo; un testo tradotto o uno recuperato. Quello che emerge in questo studioso non è la sua ‘egoità’ di autore ma il suo proporre un’appassionata ricerca intorno a un filosofo a cui sente di ‘appartenere’, in cui evidentemente la prossimità del pensiero si trova a suo agio, e questo agio e questa passione propone anche nei suoi libri. In una nazione in cui i fondi per la ricerca sono pressocchè nulli, il lavoro di questo autore, e di questo editore, indipendente è un’oasi preziosa da difendere. Nel 2010 esce per i tipi Di Renzo Editore Giordano Bruno Somma dei...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-299" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/titolo1-300x56.gif" alt="lupo della steppa" width="300" height="56" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/titolo1-300x56.gif 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/titolo1-50x9.gif 50w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 style="text-align: left;" align="center">Giordano Bruno<br />
Emiliano Ventura</h4>
<h5 style="text-align: left;" align="center"><em>Somma dei termini metafisici a cura di Giudo del Giudice</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span lang="IT">Guido del Giudice ci presenta la traduzione di un testo che mancava al fruitore o allo studioso della filosofia nolana. Non è nuovo lo studioso a questi recuperi e la sua bibliografia persoanle comincia ad assumere toni importanti. In Italia si pubblicano molti libri inutili che servono a far da vetrina all’autore, soddisfano quello che Gadda chiamava il &#8216;signor collo dritto&#8217;, l’io. Credo che del Giudice sia al quinto o sesto titolo su Giordano Bruno e in ogni occasione mette a disposizione una porzione di pensiero del filosofo; un testo tradotto o uno recuperato. Quello che emerge in questo studioso non è la sua ‘egoità’ di autore ma il suo proporre un’appassionata ricerca intorno a un filosofo a cui sente di ‘appartenere’, in cui evidentemente la prossimità del pensiero si trova a suo agio, e questo agio e questa passione propone anche nei suoi libri. In una nazione in cui i fondi per la ricerca sono pressocchè nulli, il lavoro di questo autore, e di questo editore, indipendente è un’oasi preziosa da difendere.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nel 2010 esce per i tipi Di Renzo Editore <em>Giordano Bruno Somma dei termini metafisici</em>, cura e traduzione di Guido del Giudice, autore del lungo saggio iniziale che ‘schiarisce alquanto certe ombre’ sul periodo zurighese di Bruno. La <em>Somma </em>è uno dei testi latini del Nolano e tra i meno noti, ha però il pregio di farci conoscere e percepire il filosofo nel momento della lezione, è infatti il testo delle lezioni che Bruno dettava all’allievo Raphael Egli. Questi pubblicherà la <em>Somma</em> prima nel 1595  e poi nel 1609, è grazie a questa recupero che oggi possiamo avere a disposizione questo libriccino, vero e proprio condensato del pensiero aristotelico.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il libro si presta a diverse considerazioni: intanto ci mostra un Bruno nell’atto di dettare i termini metafisici e nell’azione quotidiana di una lezione, si percepisce la forza di un pensiero perennemente in fieri. È anche messo in evidenza la grande conoscenza della filosofia aristotelica, vero e proprio strumento di indagine ma anche fonte di guadagno, è insegnando Aristotele che Bruno poteva racimolare qualche entrata.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Pregio del libro è mettere in luce la conoscenza profonda e precisa del pensiero dello stagirita, così fortemente criticato in altre opere, suscita l’interesse nell’approfondire i rapporti tra Aristotele e Bruno, la tradizione scolastica e la novità del pensiero nolano, e se vogliamo ampliare ancora l’orizzonte, tra il cosmo tolemaico (visione geocentrica e finita aristotelica) e quello copernicano (visione eliocentrica e infinita bruniana). Dal libro di del Giudice si viene spinti a rivedere i rapporti tra i due filosofi, a sottolienare ancora il fatto che l’avversione bruniana era rivolta più agli aristotelici pedanti che non al filosofo greco. Il terreno, sebbene sia tato già battuto da diversi autori, lascia ancora molte ombre che andrebbero schiarite.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Altro contributo importante si trova nel colmare il vuoto che circonda il periodo della permanenza del filosofo in Svizzera in prossimità del suo rientro in Italia nel 1592. Ricostruisce, con l’ausilio di documenti nuovi, i rapporti tra Bruno e l’allievo Egli e del circolo che si viene a creare a Elgg nel palazzo che ospita un’accolita di sedicenti alchimisti.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Misurando con cautela le vite di Egli e Hainzel, del Giudice si trova tra le mani una materia difficile da trattare, cioè i legami tra la filosofia del nolano e i personaggi che andranno a dar vita da li a breve alla stagione dei Rosacroce.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Umberto Eco ci ha insegnato come sia facile cadere nelle pastoie venefiche del mistero, dell’esoterico e del complottismo, quando si vanno a toccare temi come i Rosacroce e l’alchimia, privi di una struttura solida da ricercatore. Non è così per il saggio di del Giudice <em>Bruno in Svizzera, tra achimisti e rosacroce</em> in cui i rapporti di circolazione delle idee, le somiglianze e le differenze che si presentano tra i Rosacroce e Bruno vengono messi in evidenza con grande chiarezza.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’uso del prefisso <em>proto</em> &#8211; davanti a <em>rosacroce</em> serve a mettere con una precisione temporale una distanza tra le teorie di Bruno e quelle che poi conivolgeranno la nascita dello stesso circolo. Un esempio per tutti; del Giudice vede della prossimità tra Bruno e i Rosacroce nel progetto di riforma politica incarnato da Enrico di Navarra, ma mette anche in evidenza la distanza incolmabile tra il cristianesimo insito nei Rosacroce e l’anticristianesimo di Bruno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">È noto come il Nolano si burlasse della figura di Cristo, visto come figlio di dio, lo chiama  e lo schernisce richiamandosi alla figura mitica del centauro chirone (quindi mezzo e uomo e mezzo cavallo).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il libro è un tassello importante per la comprensione e lo studio del filosofo di Nola, così come l’appello dello stesso autore a fine saggio, quando ricorda la possibilià che l’Archivio Vaticano abbia ancora dei testi sul processo o delle opere a noi non pervenute di Bruno. Se così fosse sarebbe veramente importante la libera consultazione e pubblicazione degli stessi, questo sì che sarebbe un bel gesto di conciliazione, al di là di tutte le messe e i discorsi che si potrebbero fare per quell’antico torto del rogo.</h5>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-59" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/rom.gif" alt="Il Roma online" width="204" height="38" /></p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Ultime notizie su Giordano Bruno <em>(12/02/2011)</em></strong><br />
<em>di Francesca Parlato</em></h5>
<h5><strong>Scarica l&#8217;articolo. </strong></h5>
<h5><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Roma_02-11.pdf" target="_blank"><strong><img class="wp-image-60 alignleft" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></strong></a></h5>
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<p><img class="alignnone wp-image-301 size-full" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/erasmo-copertina1-e1474728105439.png" alt="erasmo-copertina1" width="250" height="78" /></p>
<h4>&#8220;Ed ora vi racconto Bruno e i Rosacroce&#8221;<br />
<span class="text2" style="color: #000000;"><b><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Intervista a Guido del Giudice su &#8220;Erasmo&#8221;, prestigiosa rivista del Grande Oriente d&#8217;Italia</span></em></b></span></h4>
<h5><strong>Scarica l&#8217;articolo.</strong></h5>
<p><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/estratto_erasmo_19.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a>  <a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Recensione-Erasmo-tavola-rotonda-12-marzo-2011..pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></p>
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<h5><img class="alignnone size-full wp-image-303" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/ilgiornale.jpg" alt="ilgiornale" width="190" height="34" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/ilgiornale.jpg 190w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/ilgiornale-50x9.jpg 50w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /><em><br />
articolo di domenica 09 gennaio 2011</em></h5>
<h5><strong><span style="color: #000000;">Se fosse stato Giordano Bruno a ispirare i Rosacroce?</span></strong><br />
<em>di Gianluca Montinaro</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #970000;"><span style="color: #970000;"><span style="color: #000000;">Un filosofo, un mago, un alchimista. Ma anche un pericoloso eretico, un ciarlatano, un plagiatore. La </span><span style="color: #000000;">fama che ancora oggi circonda Giordano Bruno (1548-1600) oscilla fra luci e ombre, fra misteri e </span><span style="color: #000000;">congetture, fra il genio idealistico e la condanna da parte dell’Inquisizione. </span><span style="color: #000000;">Le sue opere, tanto complesse quanto di difficile interpretazione, non sempre giovano a </span><span style="color: #000000;">comprendere la figura di questo frate domenicano, nato da oscura famiglia nolana. Così come non </span><span style="color: #000000;">aiutano la vasta messe di testimonianze dei suoi contemporanei, equamente divise fra sostenitori e </span><span style="color: #000000;">detrattori. </span><span style="color: #000000;">Alcuni punti fermi però ci sono. La straordinaria cultura, la prodigiosa memoria, la smania (non </span><span style="color: #000000;">disgiunta da un po’ di timore) con cui era conteso dai più grandi regnanti d’Europa. Perennemente </span><span style="color: #000000;">in viaggio fra Italia e Inghilterra, Parigi e Praga, Giordano Bruno entra in contatto con buona parte </span><span style="color: #000000;">dei personaggi più influenti, a livello culturale e politico, del tempo. Nel frattempo misura il suo </span><span style="color: #000000;">pensiero con Aristotele e Platone, con la teologia tomistica e la cabala, con le arti mnemotecniche </span><span style="color: #000000;">e la magia. Prende corpo, nelle tante pubblicazioni (in parte in italiano, in parte in latino), la sua concezione </span><span style="color: #000000;">filosofica, basata sull’infinitezza di Dio, sulla identità fra Dio e Natura, e sull’unità di pensiero e </span><span style="color: #000000;">materia. La filosofia del frate di Nola non è però una disciplina scolastica. Bruno ambisce a creare un </span><span style="color: #000000;">sistema di pensiero che sia vita e si realizzi nell’infinito del mondo immanente. </span><span style="color: #000000;">È ancora una volta l’occasione di un viaggio a dar vita a una delle opere più straordinarie del frate </span><span style="color: #000000;">nolano. Nel 1591 Bruno si reca nei pressi di Zurigo, ospite nel castello di Heinrich Hainzel e Raphael </span><span style="color: #000000;">Egli. Questi personaggi, noti per le loro passioni magico-alchemiche, lo ingaggiano per impartire loro </span><span style="color: #000000;">una serie di «lezioni private». Raphael Egli (che di lì ad alcuni anni sarebbe poi entrato nella </span><span style="color: #000000;">confraternita dei Rosacroce) con diligenza annota le parole di Bruno. Quattro anni dopo darà alle </span><span style="color: #000000;">stampe la Summa terminorum metaphysicorum. Breve compendio di terminologia teologica, </span><span style="color: #000000;">quest’operetta viene ora per la prima volta tradotta in italiano col titolo di Somma dei termini </span><span style="color: #000000;">metafisici (Di Renzo editore, pagg. 198, euro 14; a cura di Guido del Giudice). In essa Bruno, con </span><span style="color: #000000;">virtuosismo, seziona il vocabolario usato da Aristotele. Quindi smonta le vetuste teorie del </span><span style="color: #000000;">pensatore greco dall’interno, usando le sue stesse parole. Alla fine l’immagine del Dio di Bruno </span><span style="color: #000000;">appare molto distante da quella dello Stagirita: Egli è relazione, «sostanza universale, essenza fonte </span><span style="color: #000000;">di ogni essenza; è dappertutto in quanto dappertutto c’è qualcosa». </span><span style="color: #000000;">Il curatore, Guido del Giudice, nell’ampio saggio introduttivo, aggiunge poi un altro elemento. </span><span style="color: #000000;">Attraverso indizi deduttivi avanza l’affascinante proposta che l’inconsapevole ispiratore dei nascenti </span><span style="color: #000000;">Rosacroce sia stato lo stesso Giordano Bruno in occasione del suo soggiorno a Zurigo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Di li a pochi anni il Nolano sarebbe giunto a Campo dei Fiori. Non uomo del dubbio, come vulgata ha </span><span style="color: #000000;">tramandato. Piuttosto individuo dalle certezze così salde da non aver paura di portare il confronto </span><span style="color: #000000;">alle estreme conseguenze, trasfigurando la filosofia in vita. E pagando con la morte il suo non avere </span><span style="color: #000000;">dubbi.<br />
</span></span></span></h5>
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<a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/09-01-2011-giornale.naz_.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></strong></h5>
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<h5><span style="color: #000000;">Giordano Bruno, <i>Somma dei termini metafisic</i>i, a cura di G. Del Giudice, Di Renzo, Roma 2010<br />
<em>di <b>Clementina Gily</b> (Giornale Wolf N° 1/2011)<br />
</em></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">La ricerca di Guido del Giudice dei testi di Giordano Bruno, che pubblica in edizioni facilmente accessibili sia per il costo che per il taglio vivace e storico dell’introduzione, rientra in un interessante percorso che sta compiendo da anni il medico napoletano con l’editore Di Renzo di Roma, che diffonde l’interesse per la lettura di testi di Bruno poco noti. La fortuna di Bruno è già da due secoli soggetta ad un interesse più ampio del pubblico degli esperti, per la figura affascinante, seconda forse solo a quella di Socrate per carisma, che motiva letture spesso complesse come quelle offerte dalle sue opere. Del Giudice in questa attenzione versatile ha precedenti illustri, ma si distingue non solo per l’attenta ricerca delle fonti, ma anche perché non si ferma ai testi simbolici ed esoterici, ampliando la disponibilità dei testi così da restituire importanza alla lettura diretta dei testi filosofici.</h5>
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<p><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Wolf_Summa.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></p>
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<h4><strong>Giordano Bruno: Somma dei termini metafisici.</strong></h4>
<h5><em>di <strong>Gianmario Ricchezza</strong></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Dalla testimonianza del libraio Ciotti del 23 giugno 1592 sappiamo che il Bruno, nel mese di maggio, stava scrivendo l’opera Delle sette arti (liberali) quando il Mocenigo lo consegnò all’Inquisizione veneta, e l’opera fu sottratta insieme al filosofo dal mondo libero. Perché il Bruno avrebbe dovuto occuparsi di quello che inizialmente non era che un percorso educativo, oggi diremmo scolastico, così definito già nel 819 dal benedettino Rabano Mauro, abate di Fulda, il più famoso luogo di studi dell’epoca di Carlo Magno? Sorprendentemente, la risposta si materializza, suggestiva, dalla lettura di questo nuovo studio di Guido del Giudice su un testo fondamentale e poco noto del Bruno: la raccolta di lezioni tenute in Svizzera dal grande filosofo fatta e pubblicata nel 1595 da Raphael Egli (1559-1622) “talentuoso allievo ed eclettico braccio destro del nobile Heinrich Heinzel”, fresco proprietario del castello di Elgg, vicino a Winterthur, dove il Bruno trovò ospitalità. E qui “si riunì una vera e propria assise di alchimisti paracelsiani e proto-rosacrociani svizzeri”. Notiamo subito che del Giudice ci fornisce una notevole quantità di dati e dobbiamo elogiare, oltre la attenta ricerca fatta su un periodo poco noto del Bruno, il modo in cui questi dati ci vengono forniti: non viene imbastita nessuna storia, ricostruendola magari con collegamenti gratuiti, di quelli che tanto hanno affascinato i superficiali negli ultimi decenni; itinerari pseudo-culturali presenti solo nella mente di chi li ha inventati, che hanno fatto ripiombare nelle tenebre un faro di luce come il Bruno. Tante visioni intellettuali che sarebbero brillanti esercizi di fantasia se non fossero purtroppo prese per buone e tramandate come verità. del Giudice, studioso attento e onesto, pur parlandoci di una materia scarsamente documentata come i rosacroce e il loro apporto etico culturale, non cade nella facile tentazione di fare del Bruno uno di loro, ma ci presenta un interessante ritratto di un nuovo ambiente di cui il Bruno coglie il desiderio di sapienza, che soddisfa da grande maestro. del Giudice ci accompagna con discrezione su questa nuova strada che ha individuato; il risultato è che sorgono nel lettore riflessioni che sono le stesse che lui ha fatto e notiamo tante cose senza essere pedantemente guidati e men che meno condizionati. Scopriamo così che Bruno, sempre alla ricerca di nuovi ambienti che fossero terreno fertile per le sue semine, dopo aver calcato volta a volta le strade più ricercate dell’epoca, influenzandole con le sue opere, come quelle delle mnemotecniche, della simbologia astrologica, del calcolo geometrico, della astronomia, intende fornire anche a questo effervescente ambiente svizzero, che lo richiede, una raccolta complessiva che serva a stabilire punti fermi per arrivare a una nuova filosofia, scevra di imprecisioni; getta così i mattoni di un edificio che possa riparare nel futuro le menti dalle tempeste dell’ignoranza. E’ un Bruno maturo che ha compreso che la rivoluzione non può arrivare da chi comanda, che ormai crede di sapere ma sa in modo sbagliato, ma da chi ancora deve apprendere, dalle scuole. Il Bruno che ora si dedica ad analisi precise e didascaliche, come il trattato Sulla magia, e queste lezioni che l’insegnante Egli fortunatamente ha raccolto. Non sono però complete: dopo una prima parte in cui “vediamo veramente all’opera il Bruno maestro” che spiega e interpreta mirabilmente Aristotele, segue una seconda in cui si riallaccia al pensiero neoplatonico e dalla quale Bruno avrebbe definitivamente spiccato il volo; ma l’opera figura incompiuta, monca di una terza parte. Forse è stata temporaneamente sospesa, come si intuisce dalla Praxis descenso dove il Bruno (par. XXVIII Nome) parlando di Dio, dice “Egli è tutto in tutto, perché a tutto dà l’essere; e non è nessuna delle cose”: il concetto risale a Ermete e poi Cusano, ma lui lo aveva già superato con il suo paradosso logico “tutto in tutto e tutto in ogni singola cosa”, forse troppo moderno per essere raccolto dall’Egli o forse rimandato a un insegnamento in Italia, ultimo tentativo del filosofo tragicamente stroncato. Ora sappiamo. Grazie al prezioso lavoro di del Giudice si è aperto un nuovo spiraglio e possiamo ipotizzare una risposta alla domanda iniziale.</h5>
<hr />
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Linguaggio, verità e natura nella traduzione italiana dell’opera bruniana “Summa terminorum metaphysicorum”<em> di Guido del Giudice</em></b></span></h4>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b> </b> <em>di <b>Luigi Simonetti</b></em></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Guido del Giudice ha affrontato ancora una volta un’ opera latina di Giordano Bruno con linearità linguistica e acume filologico, evidenziando con grande lucidità l’organica compattezza delle intuizioni folgoranti e originali del filosofo nolano sui rapporti tra “praxis” e “somma dei termini metafisici”, in maniera tale da consentire al lettore moderno una comprensione critica dell’essere in sé della verità e l’essere per noi del linguaggio come sintesi dei simboli concettuali e dei contenuti materiali di una natura che muta incessantemente e si dispiega nella mente umana in forme sempre nuove e mai identiche a se stesse. È la prima traduzione completa e aggiornata di uno degli scritti latini più importanti di Giordano Bruno con una rigorosa fedeltà al testo e una puntuale ricostruzione del contesto storico e ambientale in cui l’opera nasce e diffonde la sua luce nell’ermeneutica e nella metafisica del linguaggio nell’epoca moderna, aprendo la strada al Saggio sull’intelletto umano di John Locke e alla “mathesis universalis” di Cartesio, ponendo però dialetticamente spirito, intelletto e Dio in un circuito in cui la natura non obbedisce a schemi logici precostituiti o a innatismi di tipo astratto, ma circola nella mente e si esprime nel pensiero e nella praxis, sì che la vita della realtà è nello stesso tempo realtà della vita e contenuto dinamico di una infinita mutazione che è divina in quanto avvicina l’uomo a Dio, che è luce infinita, mentre l’uomo si aggira nell’ombra in cerca della luce. Il principio della scienza si fonda sui rapporti che intercorrono tra gli oggetti e la concordante testimonianza delle umane facoltà, perché non c’è realtà che non possa non essere pensiero. La traduzione di del Giudice consente al lettore di penetrare nel cuore della filosofia bruniana e di capirne l’intimo messaggio, al di là dei rapporti tra Bruno e i Rosacroce e indipendentemente da ogni autorità umana e da ogni deduzionismo acritico e infondato. Zurigo è stata, perciò, solo una tappa delle dolorose peregrinazioni di un pensatore che trova un po’ di pace soltanto nella sua genialità e affronta la tortura e la morte col coraggio della verità e l’equilibrio di un sapiente che vola verso l’infinito e fa vibrare l’anima degli uomini intelligenti dopo più di quattro secoli, perché la sua morte è il sigillo di una vita e la sintesi della sua filosofia.</span><br />
<em><span style="color: #000000;"> Nola, 24 novembre 2010.</span></em></h5>
<hr />
<h4 style="text-align: justify;"><b><span style="color: #970000;"><span style="color: #000000;"> La “Somma dei termini metafisici” di Giordano Bruno, tradotta da Guido del Giudice</span></span></b></h4>
<h5 style="text-align: justify;"><b><em>di Nicola Cara Damiani</em><br />
</b></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Guido del Giudice ci presenta la traduzione di un testo che mancava al fruitore o allo studioso della filosofia nolana. Non è nuovo lo studioso a questi recuperi e la sua bibliografia personale comincia ad assumere toni importanti. In Italia si pubblicano molti libri inutili che servono a far da vetrina all’autore, soddisfano quello che Gadda chiamava il ‘signor collo dritto’, l’io. Credo che del Giudice sia al quinto o sesto titolo su Giordano Bruno e in ogni occasione mette a disposizione una porzione di pensiero del filosofo; un testo tradotto o uno recuperato. Quello che emerge in questo studioso non è la sua ‘egoità’ di autore ma il suo proporre un’appassionata ricerca intorno a un filosofo a cui sente di ‘appartenere’, in cui evidentemente la prossimità del pensiero si trova a suo agio, e questo agio e questa passione propone anche nei suoi libri. In una nazione in cui i fondi per la ricerca sono pressoché  nulli, il lavoro di questo autore, e di questo editore, indipendente è un’oasi preziosa da difendere.<br />
Nel 2010 esce per i tipi Di Renzo Editore Giordano Bruno Somma dei termini metafisici, cura e traduzione di Guido del Giudice, autore del lungo saggio iniziale che ‘schiarisce alquanto certe ombre’ sul periodo zurighese di Bruno. La Somma è uno dei testi latini del Nolano e tra i meno noti, ha però il pregio di farci conoscere e percepire il filosofo nel momento della lezione, è infatti il testo delle lezioni che Bruno dettava all’allievo Raphael Egli. Questi pubblicherà la Somma prima nel 1595 e poi nel 1609, è grazie a questa recupero che oggi possiamo avere a disposizione questo libriccino, vero e proprio condensato del pensiero aristotelico.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il libro si presta a diverse considerazioni: intanto ci mostra un Bruno nell’atto di dettare i termini metafisici e nell’azione quotidiana di una lezione, si percepisce la forza di un pensiero perennemente in fieri. È anche messo in evidenza la grande conoscenza della filosofia aristotelica, vero e proprio strumento di indagine ma anche fonte di guadagno, è insegnando Aristotele che Bruno poteva racimolare qualche entrata.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Pregio del libro è mettere in luce la conoscenza profonda e precisa del pensiero dello Stagirita. Così fortemente criticato in altre opere, suscita l’interesse nell’approfondire i rapporti tra Aristotele e Bruno, la tradizione scolastica e la novità del pensiero nolano, e se vogliamo ampliare ancora l’orizzonte, tra il cosmo tolemaico (visione geocentrica e finita aristotelica) e quello copernicano (visione eliocentrica e infinita bruniana). Dal libro di del Giudice si viene spinti a rivedere i rapporti tra i due filosofi, a sottolineare ancora il fatto che l’avversione bruniana era rivolta più agli aristotelici pedanti che non al filosofo greco. Il terreno, sebbene sia stato già battuto da diversi autori, lascia ancora molte ombre che andrebbero schiarite.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Altro contributo importante si trova nel colmare il vuoto che circonda il periodo della permanenza del filosofo in Svizzera in prossimità del suo rientro in Italia nel 1592. Ricostruisce, con l’ausilio di documenti nuovi, i rapporti tra Bruno e l’allievo Egli e del circolo che si viene a creare a Elgg nel palazzo che ospita un’accolita di sedicenti alchimisti.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Misurando con cautela le vite di Egli e Hainzel, del Giudice si trova tra le mani una materia difficile da trattare, cioè i legami tra la filosofia del nolano e i personaggi che andranno a dar vita da li a breve alla stagione dei Rosacroce.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Umberto Eco ci ha insegnato come sia facile cadere nelle pastoie venefiche del mistero, dell’esoterico e del complottismo, quando si vanno a toccare temi come i Rosacroce e l’alchimia, privi di una struttura solida da ricercatore. Non è così per il saggio di del Giudice Bruno in Svizzera, tra alchimisti e rosacroce in cui i rapporti di circolazione delle idee, le somiglianze e le differenze che si presentano tra i Rosacroce e Bruno vengono messi in evidenza con grande chiarezza.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’uso del prefisso proto – davanti a rosacroce serve a mettere con una precisione temporale una distanza tra le teorie di Bruno e quelle che poi coinvolgeranno la nascita dello stesso circolo. Un esempio per tutti; del Giudice vede della prossimità tra Bruno e i Rosacroce nel progetto di riforma politica incarnato da Enrico di Navarra, ma mette anche in evidenza la distanza incolmabile tra il cristianesimo insito nei Rosacroce e l’anticristianesimo di Bruno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">È noto come il Nolano si burlasse della figura di Cristo, visto come figlio di dio, lo chiama e lo schernisce richiamandosi alla figura mitica del centauro Chirone (quindi mezzo e uomo e mezzo cavallo).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il libro è un tassello importante per la comprensione e lo studio del filosofo di Nola, così come l’appello dello stesso autore a fine saggio, quando ricorda la possibilità che l’Archivio Vaticano abbia ancora dei testi sul processo o delle opere a noi non pervenute di Bruno. Se così fosse sarebbe veramente importante la libera consultazione e pubblicazione degli stessi, questo sì che sarebbe un bel gesto di conciliazione, al di là di tutte le messe e i discorsi che si potrebbero fare per quell’antico torto del rogo.</h5>
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		<title>Recensioni &#8220;La disputa di Cambrai&#8221;</title>
		<link>https://www.guidodelgiudice.it/recensioni-la-disputa-cambrai/</link>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 21:41:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LIBRI: &#8216;LA DISPUTA DI CAMBRAI&#8217;, GIORDANO BRUNO CONTRO L&#8217;ABITUDINE A CREDERE ASCOLTA L&#8217;AUDIO Roma, 27 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Mi sono messo ancora una volta sulle orme del Nolano e ho scoperto altri sentieri di umanita&#8217; intrecciata alla sua inquieta filosofia&#8221;. Cosi&#8217; il medico e filosofo napoletano Guido del Giudice parla all&#8217;ADNKRONOS del suo nuovo libro &#8216;Giordano Bruno. La Disputa di Cambrai, Camoeracensis Acrotismus&#8217; (Di Renzo Editore, Roma, pp. 208, euro 12,50). L&#8217;Acrotismus, un neologismo bruniano che si riferisce alla summa della critica anti-aristotelica del Nolano, viene qui presentato nella sua prima traduzione integrale. Pubblicato a Wittenberg nel 1587, l&#8217;opera costituisce la riproposizione ampliata delle tesi discusse dal filosofo a Parigi due anni prima, nel corso di una tumultuosa disputa accademica tenutasi presso il College de Cambrai. In queste pagine, a lungo inspiegabilmente sottovalutate dalla critica, Bruno riprende nella lingua dei dotti i temi principali delle opere londinesi &#8216;Cena&#8217;, &#8216;De l&#8217;infinito&#8217; e &#8216;De la causa&#8217;, anticipando molti degli argomenti che torneranno, rielaborati con la consueta tecnica a strati successivi, nei tre poemi francofortesi. Filo conduttore dell&#8217;Acrotismus e&#8217; la critica spietata e radicale dell&#8217;abitudine a credere, di matrice peripatetica, su cui si innesta una categorica rivendicazione della &#8216;libertas philosophandi&#8217;. Nel saggio...</p>
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<h5 style="text-align: justify;"><strong>LIBRI: &#8216;LA DISPUTA DI CAMBRAI&#8217;, GIORDANO BRUNO CONTRO L&#8217;ABITUDINE A CREDERE</strong></h5>
<p><img class="wp-image-270 alignleft" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/audio-volume-medium-panel-300x300.png" alt="audio-volume-medium-panel" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/audio-volume-medium-panel-300x300.png 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/audio-volume-medium-panel-150x150.png 150w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/audio-volume-medium-panel-50x50.png 50w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/audio-volume-medium-panel.png 512w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/lancio-adnkronos.mp3" target="_blank"><br />
ASCOLTA L&#8217;AUDIO</a></p>
<h5 style="text-align: justify;">Roma, 27 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Mi sono messo ancora una volta sulle orme del Nolano e ho scoperto altri sentieri di umanita&#8217; intrecciata alla sua inquieta filosofia&#8221;. Cosi&#8217; il medico e filosofo napoletano Guido del Giudice parla all&#8217;ADNKRONOS del suo nuovo libro &#8216;Giordano Bruno. La Disputa di Cambrai, Camoeracensis Acrotismus&#8217; (Di Renzo Editore, Roma, pp. 208, euro 12,50). L&#8217;Acrotismus, un neologismo bruniano che si riferisce alla summa della critica anti-aristotelica del Nolano, viene qui presentato nella sua prima traduzione integrale. Pubblicato a Wittenberg nel 1587, l&#8217;opera costituisce la riproposizione ampliata delle tesi discusse dal filosofo a Parigi due anni prima, nel corso di una tumultuosa disputa accademica tenutasi presso il College de Cambrai. In queste pagine, a lungo inspiegabilmente sottovalutate dalla critica, Bruno riprende nella lingua dei dotti i temi principali delle opere londinesi &#8216;Cena&#8217;, &#8216;De l&#8217;infinito&#8217; e &#8216;De la causa&#8217;, anticipando molti degli argomenti che torneranno, rielaborati con la consueta tecnica a strati successivi, nei tre poemi francofortesi.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Filo conduttore dell&#8217;Acrotismus e&#8217; la critica spietata e radicale dell&#8217;abitudine a credere, di matrice peripatetica, su cui si innesta una categorica rivendicazione della &#8216;libertas philosophandi&#8217;. Nel saggio introduttivo, ripercorrendo un itinerario che va da Tolosa a Praga passando per Parigi e Wittenberg, del Giudice racconta cosi&#8217; la storia viva e coinvolgente di un libro che Bruno considero&#8217; una sorta di manifesto del proprio pensiero e che ancora oggi ci riserva affascinanti sorprese. Il filosofo degli &#8216;Eroici Furori&#8217;, il ribelle ex frate domenicano, non riusciva a comprendere come, in nome di settarismi ideologici o religiosi, si potesse negare il diritto di esprimere le proprie opinioni filosofiche. Il rogo cui fu destinato dall&#8217;Inquisizione il 17 febbraio del 1600 fu la sua condanna e la sua consacrazione e ancora oggi ne e&#8217; il sostegno e il tormento insieme.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La sua tragica vicenda umana, infatti, se da un lato ne ha tenuto desto il ricordo, nonostante la persecuzione di cattolici ed accademici, dall&#8217;altro ha alimentato quei falsi miti del &#8216;mago&#8217; e del &#8216;martire&#8217;, che continuano ad ostacolare la corretta interpretazione di un pensiero quanto mai vivo ed attuale. In questo brillante testo lo vediamo lasciare la scena al brillante e fedele allievo Jean Hennequin: lui segue il dialogo vicino alla finestra o seduto su una piccola cattedra, pronto -come fara&#8217;- a intervenire per difendere i suoi centoventi articvoli &#8221;sulla natura e sull&#8217;universo cointro i Peripetateci, da mercoledi&#8217; a sabato. Ogni giorno dal mattino alla sera&#8221;, era affiso nel quartiere dell&#8217;Accademia, sede della sfida nella quale &#8221;aveva lavato il capo al povero Aristotele&#8221;. Infatti la critica allo stagirita e&#8217; decisa: &#8221;Il finito di Aristotele e&#8217; ignoto, falso e impossbile. L&#8217;infinito di molti filosofi e&#8217; noto, vero e necessario&#8221;. E per bocca di Hennequin afferma: &#8221;Il numero di tutti gli stolti non eguagliera&#8217; mai il prezzo e il valore di un solo savio&#8221;.</h5>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-275" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-300x79.jpg" alt="agenzia-radicale" width="300" height="79" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-300x79.jpg 300w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale-50x13.jpg 50w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Agenzia-Radicale.jpg 316w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><b>Libri: ‘La Disputa di Cambrai&#8217;, Giordano Bruno contro l&#8217;abitudine a credere</b></span><span style="font-size: small;"><br />
<em>domenica 27 aprile 2008</em></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><b>Saggio di Guido del Giudice.  Sulla prima pagina dell&#8217;esemplare praghese un possibile e inedito autografo bruniano.</b></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>di GERARDO PICARDO</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Mi sono messo ancora una volta sulle orme del Nolano e ho scoperto altri sentieri di umanità intrecciata alla sua inquieta filosofia&#8221;. Così il medico e filosofo napoletano Guido del Giudice parla del suo nuovo libro <b>Giordano Bruno. La Disputa di Cambrai, Camoeracensis Acrotismus </b><em>(Di Renzo Editore, Roma, pp. 208,  € 12,50)</em>. L&#8217;Acrotismus, un neologismo bruniano che si riferisce alla summa della critica anti-aristotelica del Nolano, viene qui presentato nella sua prima traduzione integrale. Pubblicato a Wittenberg nel 1587, l&#8217;opera costituisce la riproposizione ampliata delle tesi discusse dal filosofo a Parigi due anni prima, nel corso di una tumultuosa disputa accademica tenutasi presso il College de Cambrai.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In queste pagine, a lungo inspiegabilmente sottovalutate dalla critica, Bruno riprende nella lingua dei dotti i temi principali delle opere londinesi ‘Cena&#8217;, ‘De l&#8217;infinito&#8217; e ‘De la causa&#8217;, anticipando molti degli argomenti che torneranno, rielaborati con la consueta tecnica a strati successivi, nei tre poemi francofortesi.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Filo conduttore dell&#8217;Acrotismus è la critica spietata e radicale dell&#8217;abitudine a credere, di matrice peripatetica, su cui si innesta una categorica rivendicazione della ‘libertas philosophandi&#8217;. Nel saggio introduttivo, ripercorrendo un itinerario che va da Tolosa a Praga passando per Parigi e Wittenberg, del Giudice racconta cosi&#8217; la storia viva e coinvolgente di un libro che Bruno considero&#8217; una sorta di manifesto del proprio pensiero e che ancora oggi ci riserva affascinanti sorprese.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il filosofo degli ‘Eroici Furori&#8217;, il ribelle ex frate domenicano, non riusciva a comprendere come, in nome di settarismi ideologici o religiosi, si potesse negare il diritto di esprimere le proprie opinioni filosofiche. Il rogo cui fu destinato dall&#8217;Inquisizione il 17 febbraio del 1600 fu la sua condanna e la sua consacrazione e ancora oggi ne è il sostegno e il tormento insieme.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La sua tragica vicenda umana, infatti, se da un lato ne ha tenuto desto il ricordo, nonostante la persecuzione di cattolici ed accademici, dall&#8217;altro ha alimentato quei falsi miti del ‘mago&#8217; e del ‘martirè, che continuano ad ostacolare la corretta interpretazione di un pensiero quanto mai vivo ed attuale. In questo brillante testo lo vediamo lasciare la scena al brillante e fedele allievo Jean Hennequin: lui segue il dialogo vicino alla finestra o seduto su una piccola cattedra, pronto &#8211; come farà &#8211; a intervenire per difendere i suoi centoventi articvoli ‘&#8217;sulla natura e sull&#8217;universo cointro i Peripetateci, da mercoledi&#8217; a sabato.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ogni giorno dal mattino alla sera&#8221;, era affiso nel quartiere dell&#8217;Accademia, sede della sfida nella quale ‘&#8217;aveva lavato il capo al povero Aristotele&#8217;. Infatti la critica allo stagirita è decisa: ‘&#8217;Il finito di Aristotele è ignoto, falso e impossbile. L&#8217;infinito di molti filosofi è noto, vero e necessario&#8221;. E per bocca di Hennequin afferma: ‘&#8217;Il numero di tutti gli stolti non eguagliera&#8217; mai il prezzo e il valore di un solo savio&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Spiegando quindi come nasce l&#8217;idea di questo ulteriore contributo sul Nolano, del Giudice -che nel 1998 ha creato il sito internet www.giordanobruno.info, diventato ormai un punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo- rimarca: ‘&#8217;Il mio viaggio sulla rotta della ‘peregrinatio&#8217; europea di Giordano Bruno, dopo le esperienze tedesche di Wittenberg ed Helmstedt, che accompagnarono la traduzione delle due Orazioni, è proseguito alla volta di Praga.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nella ‘citta&#8217; magica&#8217; ho avuto il privilegio di visionare la copia originale del ‘Camoeracensis Acrotismus&#8217;, conservata nella biblioteca del Klementinum, che Bruno invio&#8217; in dono all&#8217;astronomo danese Tycho Brahe, con una dedica altisonante dalla quale traspare quanto egli fosse orgoglioso di quest&#8217;opera&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">‘&#8217;Mi è sembrato un vero peccato &#8211; insiste l&#8217;esperto, già autore di altri contributi sulla Nolana filosofia tra i quali ricordiamo ‘La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidentè &#8211; non disporre ancora della traduzione di un testo cosi&#8217; interessante, per cui ho concepito l&#8217;ambizioso progetto di associare alla ricostruzione di un altro periodo importante e finora oscuro della vita del filosofo, la prima traduzione italiana dell&#8217;Acrotismus&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ma quali sono i punti forza di questo saggio? ‘&#8217;Il segreto di quest&#8217;opera &#8211; mette in chiaro l&#8217;esperto bruniano &#8211; il motivo per cui affascina e convince allo stesso tempo è che ragione e sentimento vi si fondono, in un testo che passa dal tono appassionato dell&#8217;Excubitor al rigore scientifico delle rationes. Ho cercato di riprodurre questo stesso contrasto anche nella mia introduzione, bilanciando l&#8217;esposizione dottrinale con una narrazione il piu&#8217; possibile coinvolgente e dinamica&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Col suo consueto approccio ‘on the road&#8217;, lavorando cioè direttamente sui luoghi, ‘&#8217;mi sono sforzato &#8211; aggiunge Del Giudice &#8211; di ricostruire con la massima attendibilita&#8217; gli scenari e le atmosfere, di approfondire la personalita&#8217; dei personaggi, nel tentativo di far luce su avvenimenti controversi e ancora in parte misteriosi, quali la disputa del College de Cambrai e il breve soggiorno praghese, che influenzarono in modo decisivo la successiva evoluzione della Nolana filosofia. La fortuna mi ha poi dato una mano consentendomi di individuare sulla prima pagina dell&#8217;esemplare praghese un possibile, inedito, autografo bruniano, che arricchisce questo libro di un ulteriore motivo di interesse&#8217;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In effetti, ‘&#8217;il lettore attento dell&#8217;Acrotismus -incalza lo studioso- si accorge subito che, in quest&#8217;opera, che si rivolge in latino alla comunita&#8217; dei dotti, le teorie bruniane acquistano, forse per la prima volta, il carattere di  vere e proprie sentenze. Pur riproponendo tesi ed argomenti trattati nella ‘Cena de le ceneri&#8217; e nel ‘De la causa&#8217; (talora tradotti alla lettera), la magmatica, a volte confusa, esposizione delle opere italiane vi è sostituita da enunciazioni chiare ed efficaci&#8221;. In questo percorso bruniano, ‘&#8217;le tormentate argomentazioni dei dialoghi londinesi lasciano il passo, quasi distillandosi, ad affermazioni categoriche, in cui il pensiero è espresso in termini inequivocabili e definitivi&#8221;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Dunque il testo costituisce ‘&#8217;una lettura particolarmente interessante per chi si avvicini a Bruno col desiderio di apprendere i capisaldi del suo pensiero, in quanto vi trovera&#8217; codificate le conclusioni piu&#8217; importanti della riflessione ontologica e cosmologica del filosofo&#8221;. Non è tutto. Perchè l&#8217;opera contiene anche ‘&#8217;quello straordinario testo che è il ‘Risvegliatorè, nel quale Bruno difende appassionatamente i due ideali che ispirarono non soltanto la sua ricerca filosofica ma la sua stessa vita: l&#8217;affermazione della ‘libertas philosophandi&#8217; e la lotta a quella consuetudine a credere che egli identifica come la principale nemica del progresso delle idee&#8217;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nel prologo del ‘Candelaio&#8217;, l&#8217;apostata Bruno si era definito &#8220;academico di nulla academia&#8221;. Del Giudice ne segue il destino di ricerca; da appassionato ‘bruniano&#8217; (da non confondersi con i ‘brunisti&#8217;, ovvero gli accademici che indagano il filosofo), ha saputo costituire nel tempo una vera e propria topologia bruniana che per il momento va dal Monte Cicala, la montagna di Bruno a Nola, a Tolosa. Un preciso itinerario esegetico che è anche una ermeneutica privilegiata per avvicinarsi alla filosofia del Nolano.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La sua introduzione, filosofica e narrativa alla ‘Disputa di Cambrai&#8217;, è un invito a capire che c&#8217;è ancora un messaggio da cogliere nelle ceneri di quel rogo di Campo dei Fiori. Cosi&#8217; come un ‘Denken&#8217; da far volare alto. Ma mettendosi con pazienza e passione sui passi di quel Filosofo che ai suoi giudici disse: ‘&#8217;Forse avete piu&#8217; paura voi nel giudicarmi, che io io nel raccogliere la condanna&#8221;. Spostare i propri confini è ancora una volta il segreto per capire la filosofia del pensatore europeo: ‘&#8217;Per le talpe &#8211; tagliava corto l&#8217;orgoglioso Nolano ricusando i ‘pedanti&#8217; che non avrebbero intrapreso il viaggio- queste ragioni avranno lo stesso effetto della luce del giorno. Vi saluto&#8221;.</h5>
<hr />
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Il<i> Camoeracensis Acrotismus </i>di Giordano Bruno tradotto in italiano a cura di Guido del Giudice.</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: small;">di Franco Manganelli</span></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Dopo la traduzione delle <i>Due orazioni </i>(<i>Oratio Valedictoria</i> e <i>Oratio Consolatoria</i>) di Giordano Bruno, Guido del Giudice – medico e filosofo napoletano creatore, tra l’altro, del sito internet <a href="http://www.giordanobruno.info/"> www.giordanobruno.info</a> – presenta anche la prima traduzione integrale del <i>Camoeracensis Acrotismus seu rationes articulorum physicorum adversus Peripateticos</i> con il quale il Nolano riprende il lavoro da lui svolto sia nella <i>Figuratio Aristotelici Physici auditu</i> che nei commentari ai primi cinque libri della <i>Fisica</i>, al <i>De generatione et corruptione </i> e al quarto libro dei <i>Meteorologica. </i></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Oltre al grosso merito di aver reso accessibile, anche a tutti coloro che non conoscono il latino, l’opera – incomprensibilmente sottovalutata dalla critica – nella quale Bruno ripropone le tesi – rivedute ed ampliate – discusse a Parigi nel corso di una tumultuosa disputa accademica presso il <i>Collège de Cambrai</i>, Guido del Giudice offre al lettore un saggio introduttivo molto puntuale su detta disputa. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Nel saggio sono inserite diverse considerazioni dell’Autore suffragate dall’osservazione attenta dei fatti nonché dei personaggi che, in un modo o nell’altro, furono protagonisti di quello che del Giudice chiama il «film di questo scontro gladiatorio nella bolgia dell’aula regia del <i>Collège de Cambrai</i>». A tal proposito, col titolo dato al libro – <i>La disputa di Cambrai</i> –, del Giudice ha inteso sottolineare «l’importanza che Bruno attribuiva all’evento che segnò la sua discesa in campo, nella lingua ufficiale dei dotti, contro i Peripatetici». </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> D’altronde, sono state appunto la dote di osservatore attento e la passione con cui egli procede nelle sue ricerche nel mondo bruniano a consentire a Guido del Giudice di rinvenire un altro autografo del Filosofo nolano che va ad aggiungersi ai rari conosciuti finora. Egli, infatti, esaminando minuziosamente l’esemplare dell’<i>Acrotismus</i> conservato presso la Biblioteca Nazionale di Praga (quello che riporta, sul frontespizio, la dedica di Bruno a Tycho Brahe, e, sull’ultima pagina, il feroce gioco di parole del dedicatario: «<i>Nullano nullo e nulla. Spesso i nomi ben si adattano a chi li porta</i>»), ha intravisto sul retto della prima pagina, deteriorata e consunta dal tempo, uno scritto in gran parte illeggibile che inizia con la parola «<i>Jordanus</i>». Ebbene, quando del Giudice ha sottoposto la pagina ad un’analisi computerizzata ed ha fatto il confronto con altri autografi bruniani, ha potuto constatare una serie di concordanze calligrafiche, tali di indurlo a «ritenere che possa trattarsi di una firma di mano del Nolano, che completerebbe la dedica apposta sul frontespizio». (La firma computerizzata è riportata nella fig. 3 del libro curato da del Giudice). </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Un ritrovamento, questo, che merita indubbiamente un plauso.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Scarica l&#8217;articolo.<br />
<a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/Pagine-da-Recensione_Meridiano0807.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></strong></h5>
<hr />
<h5><em><span style="font-size: small;">La recensione di Franco Manganelli è stata ril<span style="color: #000000;">anciata dal sito della Meridies di Nola</span></span></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;"> <strong><span style="color: #000000;">COMUNICATI STAMPA</span><br />
</strong></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;">UN NUOVO LIBRO SU BRUNO E&#8230;UN NUOVO AUTOGRAFO (15/07/2008)</span></strong></h5>
<h5 class="Style8" style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-size: small;">E&#8217; nelle migliori librerie il nuovo lavoro dello studioso bruniano Guido del Giudice dal titolo &#8220;La disputa di Cambrai &#8211; Camoeracensis Acrotismus&#8221;. Un appuntamento da non perdere questo per gli appassionati di Giordano Bruno perchè, oltre a poter leggere questa importante opera bruniana in italiano, essendo scritta in latino, hanno la possibilità di avvicinarsi ad un testo fondamentale per la comprensione del pensiero bruniano, forse non valorizzato come meriterebbe fino ad oggi. Eccezionale è inoltre la scoperta, da parte di Guido del Giudice, di un autografo di Giordano Bruno, sulla copia di tale opera conservata presso la Biblioteca Nazionale di Praga e sfuggita, fino ad oggi, agli occhi degli studiosi.</span></h5>
<hr />
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><b>Giordano Bruno &#8220;La disputa di Cambrai. Camoeracensis Acrotismus&#8221; </b><br />
<em>Introduzione e cura di Guido del Giudice- Di Renzo Editore, Roma, 2008</em><br />
<em>Recensione di Barbara Lattanzi</em></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">“… quando il discorso fu terminato, Bruno si alzò incitando chiunque lo volesse a difendere Aristotele e ad attaccare lui. Nessuno aprì bocca ed allora lui si mise a gridare ancora più forte, come se avesse già la vittoria in pugno. Ma in quel mentre si alzò un giovane avvocato di nome Rodolphus Calerius, che in un lungo discorso difese Aristotele contro le calunnie di Bruno, dopo aver premesso che i lecteurs non avevano preso prima la parola stimando Bruno indegno di qualunque replica. Egli invitò quindi Bruno a rispondere e a difendersi, ma questi rimase in silenzio e fece per andarsene … impegnandosi però a tornare il giorno successivo per rispondere all’avvocato …. « Mais Brunus n’y comparut pas, et dés lors n’est plus vue demeurant en cette ville».”<br />
Così scriveva, diversi decenni or sono, la studiosa Frances Yates nel suo celebre saggio Giordano Bruno e la tradizione ermetica (Yates, 1969). Si riferiva alla descrizione fatta da Guillaume Cotin, bibliotecario dell’ abbazia di Saint Victor, di un episodio avvenuto nel corso del secondo soggiorno di Giordano Bruno in terra francese, uno dei tanti casi che vedevano il filosofo contrapporsi alla classe accademica dominante e alla tirannia dei dogmi aristotelici nell’ambito delle scienze umane e naturali.<br />
Ora, a distanza di tanti anni dalla pubblicazione della faziosa saggistica della Yates e dei suoi colleghi del Warburg Institute, possiamo finalmente fare chiarezza su quanto avvenuto in quella occasione, leggere la traduzione dei centoventi articoli contro i peripatetici che Bruno presentò insieme al suo allievo, il filosofo Jean Hennequinn, con il titolo di Camoeracensis Acrotismus, e comprendere le ragioni del comportamento di Bruno – che non può certo essere considerato un vigliacco &#8211; di fronte ai suoi avversari filosofici.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il Camoeracensis Acrotismus rappresenta una sintesi della nascita della nuova filosofia e un’esposizione completa dei punti nodali che caratterizzano il superamento della vecchia, riduttiva concezione dell’universo. Qui il Nolano individua e indaga sistematicamente i limiti della dottrina aristotelica, dogma indiscusso che dominò la filosofia scolastica medievale, per contrapporgli la propria concezione del mondo e dell’universo. Spazio, luogo, tempo, massa, vuoto, materia, enti fisici e metafisici sono oggetto di un’accurata riflessione filosofica. Liberati dalla rigidità dello schema peripatetico, essi acquisiscono vita, esistenza reale e dinamica, caratteristiche che saranno poi rintracciabili in tutte le grandi dottrine scientifiche che hanno contraddistinto la modernità (a questo proposito ricordo il riconoscimento e la gratitudine di Keplero &#8211; primo formulatore del concetto di funzione matematica applicata alle orbite ellittiche dei pianeti &#8211; nei confronti degli studi del filosofo Nolano), dalla teoria della relatività &#8211; il cui fondamento troviamo delineato già negli articoli dell’Acrotismus &#8211; a quella quantica fino alla nuova teoria delle stringhe. Rispetto alle monografie che il Bruno pubblicò in italiano e in latino i centoventi articoli costituiscono una disquisizione più accademica, sistematica, precisa e approfondita delle differenze che intercorrono tra la concezione medievale riduttiva e la sua visione che aprirà nuovi orizzonti permettendo ai posteri lo sviluppo della cultura e delle scienze naturali e umanistiche.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Gli articoli sono corredati da un interessante saggio introduttivo di Guido del Giudice, curatore dell’edizione, che illustra i fatti e gli antefatti relativi alla disputa e le ragioni che spinsero il filosofo Nolano ad abbandonare la discussione.<br />
Del Giudice, medico di professione e filosofo per passione, da anni si dedica allo studio e alla diffusione del pensiero di Giordano Bruno. Ha pubblicato per lo stesso editore (di Renzo) La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente (2005); Bruno, Rabelais e Apollonio di Tiana (2005); Giordano Bruno &#8220;Due Orazioni. Oratio Valedictoria e Oratio Consolatoria&#8221; Introduzione, traduzione e note (2006) e, per Marotta e Cafiero Editori, Napoli, WWW. Giordano Bruno&#8221; (2001).</h5>
<hr />
<h5 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-size: small;"><b>Sull’etimologia di “Acrotismus”<br />
</b><em>di Guido del Giudice e Gianmario Ricchezza</em></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="center"><em><span style="font-size: small;">Dalla recensione di Filippo Mignini : &#8220;Su di una &#8216;Originale traduzione&#8217; dell Acrotismus di Bruno&#8221;, </span> <span style="font-size: small;">pag. 225 del volume 2008/1, Anno XIV della Rivista “Bruniana &amp; Campanelliana”:</span></em></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><i><span style="font-size: small;">&#8220;Da qualche settimana è in libreria: G. Bruno, </span> </i><span style="font-size: small;">La disputa di Cambrai. Camoeracensis acrotismus<i>, a cura e con un saggio introduttivo di Guido Del Giudice, Roma, Di Renzo editore, 2008. Il titolo non è privo di ambiguità: poiché è citato sotto Giordano Bruno, sembrerebbe riferirsi a un&#8217;opera del Nolano, il quale ha scritto, sì, il </i> Camoeracensis acrotismus<i> (pubblicato a Wittenberg nel 1588, e non, come si legge nella quarta di copertina, nel 1587), ma non </i>La disputa di Cambrai<i>, che del titolo latino non è certo traduzione. Chi apre il libro può costatare tuttavia che </i>La disputa di Cambrai</span><i><span style="font-size: small;"> è il titolo dell&#8217;introduzione redatta dal curatore, il quale, senza guardare per il sottile e compiere le opportune distinzioni tra sé e Bruno, attribuisce il titolo direttamente a quest&#8217;ultimo.&#8221;.</span></i></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Il famigerato articolo di Filippo Mignini su Bruniana &amp; Campanelliana esordisce con un brillante saggio della “dotta ignoranza” del suo autore: “<i>La disputa di Cambrai</i>” non sarebbe, secondo lui, la traduzione del titolo latino. Egli mi accusa, in sostanza, di aver assegnato ad un’opera del Nolano un titolo che mi sarei inventato io. L’illustre professore non ha evidentemente mai letto la monografia di Felice Tocco</span><span style="font-size: small;"><i> Le opere latine di Giordano Bruno esposte e commentate con le italiane</i></span><span style="font-size: small;">, la cui conoscenza è fondamentale per ogni interprete bruniano che si rispetti. In essa il grande filologo afferma testualmente: <b>“La parola <i>acrotismus</i> è oscura, e indarno si cerca nello Stefano o nel Ducange. Non so se il Bruno l’abbia ricavata a modo suo dalla stessa parola àkròasis, che serve di titolo alla fisica di Aristotele, intendendovi adunanza, conferenza o che altro simile; ovvero, il che mi sembra meno probabile, dalla parola àkrotes sommità, vetta, per indicare i punti più culminanti, su cui dovea aggirarsi la discussione.”</b> Appare chiaro che, riferendosi all’etimologia suggerita da Tocco la traduzione di <i>acrotismus</i> con <i>disputa</i> è tutt’altro che peregrina, come vuol far credere l’esimio professore. Non è certo più fantasiosa, ad esempio, del titolo incomprensibile di “ Sentinella” dato all’Excubitor, l’orazione introduttiva, laddove eminenti interpreti come il Bartholmess, di cui ho accolto il suggerimento, propendono per “Risvegliatore”, appellativo usato da Bruno in più di un’occasione. Insomma, dove manca il genio, la pedanteria filologica non esclude necessariamente l’ignoranza.</span></h5>
<hr />
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Il termine <i>acrotismus</i> è costruzione linguistica del Bruno. Come altre, nasce dalla necessità di compendiare più di un concetto in un unico vocabolo, suggerendo al lettore, in modo intuitivo, l’intenzionalità dello scrittore ed evitando inutili giri esplicativi. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Le opere di Aristotele a noi pervenute non sono i dialoghi, che scrisse a imitazione di Platone, ma le lezioni dette acroamatiche, cioè destinate agli ascoltatori; (<i>acroaomai</i> in greco significa ascoltare e <i>acroama</i> è ciò che si sente con piacere, anche una discussione, una lettura). Nel contempo, come già rilevato dal Tocco, esiste in greco il termine <i>acrotes</i> che indica il punto più alto, il vertice: dalla fusione di questi concetti nasce la denominazione del Bruno, dal suffisso latino perché l’opera è in latino. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Già Aristotele, aprendo la sua trattazione sull’Anima (testo, come si sa, studiato e insegnato a lungo dal Bruno) aveva usato il termine particolare <i>eidesis</i> ad indicare che la discussione si originava in ambito platonico; analogamente fa il Bruno con <i> acrotismus</i> segnalando l’ambito aristotelico . </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><i><span style="font-size: small;">Acrotismus</span></i><span style="font-size: small;"> indica quindi, nella sua immediatezza, che si tratta di una discussione che si svolge in ambito aristotelico e che si svolge ad alto livello. Quanto poi questa discussione sia stata  combattuta è storia nota. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Da quanto sopra, è evidente che Del Giudice, traducendo <i>acrotismus</i> con disputa, ha operato nel modo più corretto e che le critiche rivolte a questa scelta sono ingiustificate e rivelano scarsa comprensione del Bruno.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;" align="right"><em><span style="font-size: small;">Gianmario Ricchezza.</span></em></h5>
<hr />
<p><img class="size-medium wp-image-266 aligncenter" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/cacciari-244x300.jpg" alt="Massimo Cacciari" width="244" height="300" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/cacciari-244x300.jpg 244w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/cacciari-41x50.jpg 41w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/cacciari.jpg 311w" sizes="(max-width: 244px) 100vw, 244px" /></p>
<h5 style="text-align: center;"><em>Guido del Giudice consegna una copia del suo libro a Massimo Cacciari.</em></h5>
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		<title>Recensioni &#8220;La Coincidenza degli opposti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2016 17:41:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Guido Del Giudice, La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente, presentazione di M. Ciliberto, Di Renzo Editore, Roma 2005, pp. 88, € 9 La chiara e puntuale presentazione di Michele Ciliberto, nel mentre inquadra l’ordine dei problemi in cui si situa il libro di Del Giudice, svolge una doppia funzione. Da una parte fa cenno alla linea interpretativa, da Schopenhauer a Giusso, lungo la quale si muove il saggio; dall’altra ripropone il tema, che fu già di Cassirer e di Aby Warburg, di possibili strutture “trascendentali” del pensiero umano. Indipendentemente dai tempi e dai luoghi, che consentirebbero agli uomini di approntare modelli e archetipi di interpretazione della realtà simili, se non propri identici. In questa ottica, agli occhi di Ciliberto, si giustifica la ricerca di eventuali corrispondenze di aspetti del pensiero di Giordano Bruno. Con alcune dottrine di sapienti e iniziati delle più antiche culture cinese e indiana. Il merito del lavoro di Guido del Giudice sta proprio nell’instaurare un confronto attento e misurato tra nuclei di queste dottrine orientali e plessi concettuali fondamentali della filosofia di Bruno. Servendosi dell’orientamento storiografico di Lorenzo Giusso e, forse anche, di Anacleto Verrecchia, Del Giudice muove alla ricognizione di “assonanze” ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-129" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/logobc.gif" alt="logobc" width="200" height="81" /></p>
<h5 style="text-align: justify;">Guido Del Giudice, <em>La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente</em>, presentazione di M. Ciliberto, Di Renzo Editore, Roma 2005, pp. 88, € 9</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La chiara e puntuale presentazione di Michele Ciliberto, nel mentre inquadra l’ordine dei problemi in cui si situa il libro di Del Giudice, svolge una doppia funzione. Da una parte fa cenno alla linea interpretativa, da Schopenhauer a Giusso, lungo la quale si muove il saggio; dall’altra ripropone il tema, che fu già di Cassirer e di Aby Warburg, di possibili strutture “trascendentali” del pensiero umano. Indipendentemente dai tempi e dai luoghi, che consentirebbero agli uomini di approntare modelli e archetipi di interpretazione della realtà simili, se non propri identici. In questa ottica, agli occhi di Ciliberto, si giustifica la ricerca di eventuali corrispondenze di aspetti del pensiero di Giordano Bruno. Con alcune dottrine di sapienti e iniziati delle più antiche culture cinese e indiana.<br />
Il merito del lavoro di Guido del Giudice sta proprio nell’instaurare un confronto attento e misurato tra nuclei di queste dottrine orientali e plessi concettuali fondamentali della filosofia di Bruno. Servendosi dell’orientamento storiografico di Lorenzo Giusso e, forse anche, di Anacleto Verrecchia, Del Giudice muove alla ricognizione di “assonanze”  e “sintonie” nella piena consapevolezza  di dover andare “oltre i limiti di una ricerca strettamente filologica. Sfrutta così, la componente intuitiva della speculazione bruniana”. Lungo questa linea ermeneutica, Bruno viene immediatamente avvertito e considerato come “profeta” e come “uno dei più ispirati ingegni della storia umana”. E, nel Prologo, viene avvicinato alla figura del Cristo, il cui calvario può essere paragonato al cammino del Nolano verso la morte.<br />
Per Del Giudice, Bruno, non avendo a disposizione “strumenti per esprimere e dare una struttura dimostrativa” alle sue idee, ricorre alla “magia naturale” di Ficino, Pico e Cornelio Agrippa, cui “deve la conoscenza dei poteri della mente, che consentono di legare la volontà degli uomini e di trasportarsi lontano con lo spirito”. Ed “è costretto a ricorrere, per l’esposizione e l’argomentazione delle sue illuminate intuizioni” a saperi quali “astrologia, ermetismo, alchimia, teoria dei vincoli, magnetismo”. Di qui, il suo “entusiasmo”, “irrefrenabile fino all’ingenuità e all’esagerazione”, “appena si imbatte nei primi risultati ‘scientifici’, o che a lui sembrano tali”, offerti da Copernico, Tycho Brahe, Mordente. È proprio l’eliocentrismo di Copernico – annota Del Giudice &#8211; a consentire a Bruno di elaborare “tutta una serie di concezioni. Dall’infinito effetto dell’infinita causa al concetto di vita-materia infinita, dalla coincidenza degli opposti alla metempsicosi”. Ed a ricavare conseguentemente dall’infinitismo e dalla perdita di centralità dell’uomo nell’universo “la sua etica, la sua epistemologia, la sua critica del linguaggio, il suo antiaristotelismo”.<br />
Del Giudice è certo dello sviluppo parallelo di pensieri analoghi, nel corso del VI secolo a.C., in oriente ad opera di Buddha, Confucio e Lao Tzu e in Grecia ad opera di Parmenide, Pitagora ed Eraclito. Ed è convinto che i comuni “concetti fondamentali di queste filosofie, filtrati attraverso la dottrina di Ermete Trismegisto, trovarono a distanza di più di duemila anni un catalizzatore nel filosofo di Nola”. E si dice colpito dalla “ricorrenza nel pensiero di Giordano Bruno, senza che vi sia l’evidenza di una conoscenza diretta, di motivi propri delle religioni orientali”. E, per lui, “questa è l’ennesima dimostrazione della potente capacità visionaria e intuitiva del Nolano, comune a tutti i grandi iniziati”. Queste consonanze “del suo [di Bruno] pensiero con quello orientale, indiano e cinese – annota Del Giudice &#8211; si possono spiegare, a parte gli influssi che gli giunsero dalle opere degli autori greci, solamente con un’affinità e una ciclicità sapienziale, sostenute da una comune visione vicissitudinale del mondo”.<br />
Sulla base di queste convinzioni di fondo, Del Giudice procede nei sette capitoli del libro a evidenziare le concordanze, le affinità e le assonanze che, a suo avviso, legano le dottrine bruniane “alle correnti del pensiero orientale più intuitive e mistiche, anziché più razionali” perché – egli ritiene – “nascono dall’atteggiamento, molto simile, di ferma convinzione che l’intelletto umano non può mai comprendere il Principio, il <em>Tao</em>, mai contemplare direttamente la verità, bensì la sua ombra”. Il punto centrale da cui si irradiano e a cui si riportano i tanti aspetti di questa convergenza dottrinale da Del Giudice, infatti, è indicato nella convinzione secondo la quale “comune è la concezione per cui, al di là delle divinità multiformi, uno è il Principio, comune è il concetto di ascenso e descenso per cui dalla molteplicità dei contrari si giunge all’Uno e viceversa, comune è la visione panteistica e la conseguente fede nella metempsicosi”.<br />
La ricognizione delle consonanze procede in maniera minuta e attenta in tutte le pagine del libro. E&#8217; realizzata sempre a partire dal punto di vista degli “iniziati ai misteri ermetici”, che però  non è lo stesso di quello indicato dalla Yates, fuorviante e inducente &#8211; a dire di Del Giudice – “ad accreditare una figura di mago ermetico, di stregone, quasi di ciarlatano”, ma sembra essere il punto di vista di quell’ermetismo alchemico, che tra Ottocento e Novecento ha il suo massimo rappresentante in Giuliano Kremmerz. E del Giudice, da “iniziato ermetico” si sente più vicino alla saggezza orientale. Perciò più di una volta evidenzia in Bruno un qualche “retaggio della sua formazione cattolica, che egli non riesce a scrollarsi di dosso”, come ad esempio “l’angosciante sensazione di sostanziale alterità” del Dio “causa” infinita rispetto all’universo “effetto” infinito e il mancato possesso della “stessa imperturbabile serenità” dei saggi orientali. Laddove il buddista trova che “il <em>nirvana</em> è pace, cessazione del desiderio”, Bruno trova che il “furioso” è soggetto al “disquarto”: “non c’è invece quiete, non esiste paradiso per il furioso […]. L’impossibilità di concepire la vera divinità gli preclude un’eterna sopravvivenza in un mondo superiore, lo esclude dalla possibilità di rinascere in un al di là concepito come soggiorno immortale, e lo obbliga quindi al ritorno nel dominio dell’apparenza e alla reincarnazione nel ciclo degli esseri finiti”.<br />
Come ogni buon libro “ermetico”, anche questo di Del Giudice fa uso della figura dell’<em>uroboros</em>, del serpente che si morde la coda, ad indicare la circolarità di ogni evento. Il libro, infatti, aperto con un Prologo in cui si evidenzia il parallelismo tra la figura e la vicenda del Cristo e quelle di Bruno, si chiude con un Epilogo in cui si ritorna su quel parallelismo, nell’occasione allargato per comprendere la figura e la vicenda di un maestro zen, che &#8211; contrariamente a Cristo e a Bruno – è lasciato in vita da chi lo minacciava.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Aniello Montano</em><br />
<em> ordinario di Storia della filosofia nella Facoltà di lettere dell’università di Salerno</em></h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-144" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/ind.gif" alt="ind" width="234" height="47" /></p>
<h5>Domenica, 3 Luglio 2005<br />
<b>Guido del Giudice, “La coincidenza degli opposti</b><br />
Giordano Bruno tra Oriente e Occidente”, Di Renzo editore, pp. 81, euro 9,00<br />
<em>di Gerardo Picardo</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Sui rapporti di Giordano Bruno con il pensiero orientale si è poco insistito. Colma questo deficit l’agile volume di Guido del Giudice, che mostra il Nolano come un’architrave del dialogo tra i due polmoni di pensiero della civiltà, Oriente e Occidente. Le poche tracce, rinvenute nei testi e nella biblioteca ideale dell’ex frate di S. Domenico, si esauriscono ai confini dell’Egitto ermetico e del pitagorismo. A giudizio dell’autore, invece, “basta spingersi oltre i limiti di una ricerca strettamente filologica per rintracciare nel suo pensiero idee straordinariamente simili a quelle di filosofie lontane nel tempo e nello spazio”. Un sentiero ideale congiunge dunque le rive del Gange alle sponde del MarEgeo, le alture tibetane ai contrafforti del Monte Cicala, presso Nola. Per il filosofo europeo il podio della ‘prisca sapientia’ era tutto orientale, e l’Egitto occupava in questa speciale classifica il gradino più alto. L’infinità dei mondi si salda con l’infinità del Principio vitale e dell’Energia animatrice, per cui l’universo finisce per coincidere con Dio nella sua forma comunicata, l’unica a noi intellegibile. Ma è soprattutto la dottrina della coincidenza degli opposti che cuce il pensiero bruniano a quello orientale, insieme alla concezione dell’ombra che è “punto de l’unione” tra tenebra e luce, bene e male, vero e falso.</h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-59" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/rom.gif" alt="rom" width="204" height="38" /></p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Venerdì, 22 aprile 2005</strong></h5>
<h5><strong> IL SAGGIO | Oggi si presenta “La coincidenza degli opposti” di Guido del Giudice<br />
<b>L’Occidente e l’Oriente uniti dalla spiritualità:Giordano Bruno lo aveva intuito nei suoi studi </b><br />
<em>di Armida Parisi</em></strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;">La teoria della coincidenza degli opposti è uno dei capisaldi del pensiero di Giordano Bruno, il filosofo nolano condannato a morire bruciato sul rogo dall’Inquisizione agli albori dell’età moderna, nel XVII secolo.<br />
Lo ritenevano un eretico perché rivendicava l’autonomia del pensiero in un’epoca in cui il dogma era sovrano. E proprio “La coincidenza degli opposti” (Di Renzo Editore) si intitola il nuovo libro di Guido del Giudice, il medico napoletano che a Giordano Bruno ha dedicato buona parte delle sue energie intellettuali al punto che ha persino realizzato un sito internet dedicato a lui (www.giordanobruno.info).<br />
Ma gli “opposti” di cui il libro tratta sono il pensiero occidentale e quello orientale, fondati sul razionalismo logico deduttivo il primo, su un approccio naturalistico intuitivo il secondo, e tuttavia tendenti – è questa la tesi di del Giudice – ad una reciproca interazione proprio negli studi di Giordano Bruno.<br />
Passando infatti in rassegna i concetti-chiave delle religioni orientali, dal taoismo al buddismo, mediate dal sapere ermetico dei testi di alchimia e magia naturale, l’autore formula e discute con dovizia di argomenti un’ipotesi di lavoro assai suggestiva: quella secondo cui, indagando con onestà intellettuale ed acume spirituale il mistero della vita attraverso l’osservazione dei fenomeni naturali, non si può non giungere alla scoperta della loro matrice unitaria, divina, essenziale, sovrannaturale e immanente al tempo stesso. E ciò, naturalmente, indipendentemente dalla religione professata.<br />
Perché molti, a ben vedere, sono i punti di contatto fra le diverse visioni che le religioni danno dell’esistenza. In particolare è l’individuazione dell’origine della vita in un principio unitario, “Eis kai monos”, “l’uno e il solo”, che accomuna la visione bruniana dell’anima mundi a quelle del Buddha e del Tao. “È dunque l’universo uno, infinito, immobile” afferma Bruno e, scrivendo così, sembra riprendere e amplificare un pensiero noto in un’altra parte del tempo e dello spazio: “Vi è un essere all’origine sconosciuta che fu avanti il cielo e la terra, non percepibile dai sensi e indeterminato; esso è la madre di tutto ciò che è.<br />
Non gli conosco nome. Lo indico con la parola principio” sentenzia Lao Tzu, che fa eco ai testi dell’induismo: “Oltre il potere della spada e del fuoco, oltre il potere dell’acqua e del vento, lo spirito è presente, onnipresente, immutabile, inamovibile e sempre Uno”. Mentre i testi sacri dei Veda parlano di un’unica anima universale, il Brahman, che si manifesta nell’universo attraverso diversi gradi di perfezione. Corrispondenze tanto evidenti da non poter essere casuali. Del Giudice ipotizza che la conoscenza delle religioni orientali, da parte di Giordano Bruno, sia avvenuta progressivamente, attraverso la mediazione degli scritti di Ermete Trimegisto, che costituivano la sua chiave di accesso alla pratica alchemica.<br />
Il libro sarà presentato oggi alle 16 all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dove, oltre all’autore, interverranno Michele Ciliberto e Aniello Montano, entrambi ordinari di Storia della filosofia.</h5>
<h5><strong>Scarica l&#8217;articolo.</strong></h5>
<p><a href="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/22-09-cultura.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-60" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png" alt="pdf-icon" width="50" height="50" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon.png 128w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/pdf-icon-50x50.png 50w" sizes="(max-width: 50px) 100vw, 50px" /></a></p>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-120" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/cor.gif" alt="cor" width="172" height="29" /></p>
<h5 style="text-align: justify;">Venerdì 22 aprile 2005</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><b>Il Bruno di del Giudice tra Oriente e Occidente</b><br />
<em>di Stefania Del Gaizo</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">E’ un’analisi del filosofo nolano che va al di là dei territori tradizionali quella che propone Guido del Giudice nel suo “La coincidenza degli opposti”, Di Renzo editore. Un’analisi che sceglie di partire dai rapporti tra Giordano Bruno e la cultura orientale, prendendo le distanze dal contesto culturale occidentale. Ad interessare Del Giudice, appassionato bruniano, non è tanto il martire della libertà, quanto il filosofo capace di fondere scienza ed essoterismo, nel rispetto della teoria dei grandi iniziati dell’umanità che sembra rintracciare una sorta di continuità nella dottrina esoterica. Così non è strano ritrovare in filosofi appartenenti ad epoche diverse, visioni della realtà profondamente affini.<br />
Scrive Ciliberto nella sua bella prefazione: «Sarebbe troppo facile dire che sullo scrittoio di Bruno non c’erano né testi buddistici né scritti di Lao tse. Resta il fatto che queste assonanze ci sono e non solo sul punto della metasomatosi, che è il più ovvio. Esistono sintonie più profonde che riguardano anzitutto il concetto di divino e quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia.<br />
Sono sintonie e assonanze che pongono complessi problemi di ordine teorico, con i quali si sono misurati pensatori come Cassirer e Aby Warburg….Pongono anzitutto il problema di quelle che si potrebbero definire strutture trascendentali del pensiero umano, dalle quali sgorgano sintonie e assonanze di ordine filosofico o religioso che prescindono dalle fonti tradizionalmente considerate».<br />
«Al di là del tempo e dello spazio, dunque, &#8211; scrive Del Giudice – Giordano Bruno si pone a colloquio con Pitagora ed Eraclito non meno di quanto le sue idee si confrontino con i bramani o i padri del taoismo». Il riferimento è alle correnti del pensiero orientale più intuitive e mistiche, secondo cui l’intelletto umano non può mai arrivare a comprendere il principio, il Tao.<br />
Consonanze, quelle esistenti tra Bruno e la filosofia orientale, sia essa indiana o cinese, che appaiono ancora oggi misteriose se è vero che tracce del pensiero orientale poterono arrivargli filtrate soltanto attraverso le opere dei filosofi greci. Si va così dalla concezione monistica che individua un Principio comune, malgrado l’esistenza di divinità multiformi, alla fede nella metempsicosi, fino al concetto di ascenso e descenso che vede l’Uno, il Principio, scaturire dalla moltitudine dei contrari.<br />
O ancora la riscoperta dell’Egitto ermetico, che gli appare civiltà favolosa, “sedia e colonna del cielo”, depositaria di quel panteismo traboccante da cui deriverebbero tutti gli altri culti. Ad impreziosire il volume la copertina firmata da Felice Storti che pare celebrare con colori e forme il matrimonio di Oriente e Occidente.<br />
Il libro sarà presentato questo pomeriggio, alle 16, a Palazzo Serra di Cassano a Napoli dal professore Michele Ciliberto, ordinario di storia della filosofia presso la facoltà di lettere dell’Università di Pisa e il professore Aniello Montano, ordinario di storia della filosofia all’Università di Salerno. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano per gli studi filosofici.</h5>
<hr />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-145" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/alm.gif" alt="alm" width="157" height="46" /></p>
<h5 style="text-align: justify;">N° 7, mercoledì 6 aprile 2005<br />
<b>Bruno, un filosofo in odor di Buddhismo</b><br />
<em>di Rita Bugliosi</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Tanti sono stati i filosofi e le correnti di pensiero cui Giordano Bruno è stato accostato. Suoi ispiratori sono considerati i Pitagorici, i Platonici, Aristotele, gli Scolastici, S.Tommaso ed Erasmo da Rotterdam. In qualche modo debitori nei suoi confronti vengono giudicati Galilei, Keplero Spinosa, Leibniz e Cartesio. Ma di tutt’altro genere è il legame che individua Guido del Giudice nel suo volume “La coincidenza degli opposti” (Di Renzo Editore, Roma): il medico napoletano mette infatti in contatto il pensatore nolano con la tradizione orientale. “…i principi della filosofia di Bruno scrive del Giudice – lo avvicinano alle correnti del pensiero orientale più intuitive e mistiche, anziché a quelle più razionali, perché nascono dall’atteggiamento, molto simile, di ferma convinzione che l’intelletto umano non può mai comprendere il Principio, il Tao, mai contemplare direttamente la divinità, bensì la sua ombra”. Assonanze interessanti, dunque, esposte dall’autore in una forma chiara, che rende la sua opera adatta ad avvicinare a questa interessante figura anche i non addetti ai lavori.</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">da Theoréin<br />
Aprile 2005</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><b>Guido del Giudice, “La coincidenza degli opposti </b>Giordano Bruno tra Oriente e Occidente&#8221;<br />
<em>di Romina Officioso</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Lo scrittore Guido del Giudice nel saggio La coincidenza degli opposti riporta in auge l’affascinante figura di un uomo del Cinquecento che, fiero e sicuro delle sue ideologie e del suo esistere, sfidava l’ignoranza bieca e distorta della chiesa, noncurante della sua incolumità fisica. Ci si riferisce al filosofo nolano, Giordano Bruno. “Non devo né voglio pentirmi, non ho di che pentirmi né ho materia di cui pentirmi, e non so di che cosa mi debba pentire” (cit. p 19 dal testo omonimo) Con questa affermazione, difatti, proclamata di fronte al Tribunale d’Inquisizione, istituito dalla Chiesa durante la Controriforma, Bruno Giordano firmava la sua condanna a morte, perché sostenitore dei principi copernicani e non di quelli tolemaici propugnati dal clero. L’atto coraggioso e consapevole del filosofo nolano avrebbe fatto di lui, agli occhi dei posteri, un simbolo indelebile di coerenza e di sacrificio del suo tempo. Ma, il punto di vista di Guido del Giudice ne La coincidenza degli opposti non si ferma solo all’analisi storica del nolano, poiché in particolare lo studioso consta nell’individuare alcuni degli elementi della filosofia e del pensiero di Bruno Giordano in chiara assonanza con i principi fondamentali delle filosofie buddista e taoista. I numerosi esempi e riferimenti che l’autore offre al lettore, soprattutto a proposito della concezione del divino come principio e fine di tutto, creano i giusti presupposti per ritenere attendibili tali supposizioni. La tematica e la freschezza stilistica del saggio La coincidenza degli opposti permettono, quindi, al fruitore dell’opera di acquisire non solo informazioni storiche inerenti ad un periodo così controverso e stigmatizzato, quale quello della Controriforma, ma di concepire con più chiarezza la figura di un personaggio, Bruno Giordano, incompreso per il suo tempo, perché troppo all’avanguardia, e pertanto così ammirato dalle generazioni contemporanee.</h5>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-146" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/sec.gif" alt="sec" width="131" height="34" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/sec.gif 131w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/sec-50x13.gif 50w" sizes="(max-width: 131px) 100vw, 131px" /></p>
<h5 style="text-align: justify;">Sabato 5 marzo 2005</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><b>Bruno e l&#8217;oriente</b> <em>di Giancristiano Desiderio</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Giordano Bruno un orientale? L&#8217;ipotesi è suggestiva. Il pensiero del Nolano sembra avere più di un punto in comune con il buddismo e il pensiero cinese. Ci sono, certo, rilevanti differenze, ma anche elementi di contatto. La relazione tra Bruno e il pensiero orientale fu già notata da Arthur Schopenhauer e da Paul de Lagarde (entrambi nutrivano interessi per l&#8217;Oriente). Ma non è stata mai approfondita in modo sistematico, né è stata presa seriamente in considerazione. Eppure, nessun altro filosofo è stato così variamente interpretato come Giordano Bruno, tanto che in lui si è visto di volta in volta l&#8217;anticipatore di Spinoza e di Hegel, vi si è visto un naturalista e &#8220;un darwiniano prima di Darwin&#8221;, come scriveva sul finire nell&#8217;Ottocento Felice Tocco.<br />
Ma tra le tante interpretazioni del pensiero bruniano, da quella magica e ermetica a quella panteista e romantica e prescientifica fino a quella civile e risorgimentale, non c&#8217;è quella orientale. Almeno fino a ora. Sì, perché il libro di Guido Del Giudice, &#8220;La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente&#8221; (Di Renzo Editore), viene ora a riempire questa lacuna o ad avviare un filone di studi che, come sottolinea Michele Ciliberto nella presentazione del testo, merita di essere proseguito.<br />
Guido Del Giudice è un medico e filosofo napoletano che, spinto dalla sua passione per il filosofo di Nola e dalla sua indubbia competenza della sua opera, nel 1998 ha creato il sito internet www.giordanobruno.info. In poco tempo il sito è diventato un punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo. Ma su cosa si basa il confronto che il bruniano Guido Del Giudice fa tra la filosofia di Bruno e il pensiero occidentale?<br />
Sullo scrittoio di Bruno non c&#8217;erano di certo né i testi buddistici né gli scritti di Lao tse. Le assonanze, però, tra i due mondi &#8211; nota lo stesso Ciliberto &#8211; ci sono e riguardano punti qualificanti del pensiero bruniano: il concetto del divino e &#8220;quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia&#8221;. La &#8220;filosofia nolana&#8221; viene spiegata e dispiegata da Del Giudice attraverso la sentenza e visione del &#8220;Corpus Hermeticum&#8221; di Ermete Trimegisto: &#8220;Il divino è principio, è natura, attività, necessità, fine e rinnovamento&#8221;. Nel pensiero di Bruno è all&#8217;opera il problema classico della filosofia greca e della filosofia tout-court: il rapporto tra l&#8217;uno e i molti.<br />
Se il Cusano portava a vanto della cristianità il fatto di onorare la pura verità assoluta, Bruno concordava con il suo maestro sulla ineffabilità dell&#8217;Uno ma vedeva nella molteplicità l&#8217;opera stessa di Dio e il modo in cui l&#8217;infinito si manifesta in modo infinito. Al di là dei singoli casi e delle analogie e delle similitudini, il confronto del pensiero del Nolano con l&#8217;Oriente pone il problema delle strutture trascendentali del pensiero umano o, con parole più povere e più comprensibili, quell&#8217;orizzonte di senso in cui si imbriglia la mente umana quando tocca i concetti di essere, nulla e divenire. In Bruno, che non a caso è un filosofo importante tanto nella tradizione italiana che in quella più ampia dell&#8217;Europa, il tema di Parmenide, Eraclito, Platone, ma anche di Schelling, Hegel, Croce, Gentile, Heidegger, Severino è centrale. E&#8217; il tema dell&#8217;essere e del non-essere che è presente anche nel pensiero orientale e cinese, per quanto in questa tradizione venga declinato in altro modo e, soprattutto, metta capo a una forma di vita diversa.<br />
Ma l&#8217;aspetto forse più interessante del libro di Guido Del Giudice è nel modo in cui maneggia il pensiero del Nolano: non si tratta, infatti, di uno studio da specialisti e per specialisti, bensì di un libro &#8220;per tutti e per nessuno&#8221;. A conferma della grande ricchezza umana dell&#8217;opera di Bruno che alimenta, come poche altre, un pensiero vivo e per la vita, piuttosto che una bibliografia accademica.</h5>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-147" src="http://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/nap.gif" alt="nap" width="113" height="26" srcset="https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/nap.gif 113w, https://www.guidodelgiudice.it/wp-content/uploads/2016/09/nap-50x12.gif 50w" sizes="(max-width: 113px) 100vw, 113px" /></p>
<h5 style="text-align: justify;">Domenica 20 Febbraio 2005</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In libreria &#8220;La coincidenza degli opposti&#8221; di Guido del Giudice sul filosofo nolano <b>Giordano Bruno, Profeta dell&#8217;Infinito</b><br />
<em>di Roberto Giovenco</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ogni 17 febbraio un fremito scuote le coscienze di tutti gli uomini di libero pensiero: in questo giorno, nel 1600 ardeva sul rogo a Campo de&#8217; Fiori Giordano Bruno, uno dei più grandi pensatori dell&#8217;umanità, condannato come eretico dal Tribunale dell&#8217;Inquisizione, dopo otto anni di prigionia e un processo che segnò una delle pagine più oscure della Chiesa di Roma, ma anche uno dei momenti più alti della civiltà occidentale.<br />
Quest&#8217;anno, in occasione della ricorrenza, Guido del Giudice, medico napoletano, dedica al filosofo di Nola, un interessante ed originale saggio, dal titolo &#8220;La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente ed Occidente&#8221;. L&#8217;autore è uno dei più apprezzati esperti del filosofo. Oltre ad aver creato sette anni fa il più completo e visitato sito internet sull&#8217;argomento: www.giordanobruno.info, che diede il titolo, nel 2000, ad un altro fortunato libro. In questo secondo saggio bruniano ancora una volta non smentisce la sua passione e profonda conoscenza dell&#8217;insigne pensatore del Rinascimento, evidenziandone un aspetto innovativo del pensiero, ricco di fascino e di fermenti filosofici ed intellettuali. Fondando la sua ricerca sulla natura iniziatica dei grandi profeti dell&#8217;umanità, della cui schiera Bruno a buon diritto fa parte, del Giudice rintraccia negli insegnamenti di Pitagora, Ermete ed Eraclito il tramite tra la Nolana filosofia e il grande pensiero orientale dell&#8217;Egitto, dell&#8217;India e della Cina. Le antiche dottrine ermetica, egizia, greca, contenevano già in embrione i principi generatori dell&#8217;intuizione sovvertitrice dell&#8217;infinità dell&#8217;universo e della concezione dell&#8217;unità degli opposti, che stanno alle radici sia della concezione orientale del mondo che di quella bruniana.<br />
Come osserva Michele Ciliberto, presidente dell&#8217;Istituto Studi sul Rinascimento, nella presentazione che dà ulteriore pregio al libro: &#8220;Nel suo lavoro Guido del Giudice ha precisamente questo doppio merito: aprire gli studi bruniani verso prospettive non ancora e non sempre considerate in modo adeguato; sollecitare il lettore a confrontarsi con delicati problemi teorici, che riguardano la struttura complessiva &#8211; universale, si potrebbe dire &#8211; del pensiero umano&#8221;. La filosofia nella sua massima espressione si concretizza, in Bruno, come nei mistici orientali, nella ricerca dell&#8217;Uno, nella contemplazione della Natura e nello sforzo di cogliere l&#8217;invisibile nel visibile, l&#8217;unità nella molteplicità.<br />
&#8220;Sarebbe troppo facile dire &#8211; continua Ciliberto &#8211; che sullo scrittoio di Bruno non c&#8217;erano né testi buddistici né scritti di Lao tse. Resta il fatto che queste assonanze ci sono, e non solo sul punto della metasomatosi, che è il più ovvio. Esistono sintonie più profonde che riguardano anzitutto il concetto del divino e quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia&#8221;.<br />
In ogni caso, vengano da oriente o da occidente, si chiamino Bruno, Buddha o Gesù, il messaggio fondamentale che questi grandi iniziati ci hanno lasciato è lo stesso: lo spirito umano può evolversi, fino a raggiungere le più alte mete, solo con la tolleranza e non con l&#8217;imposizione del dogma.<br />
Fu questo lo spirito con cui nel settembre del 1599, messo alle strette dalle intimazioni del Santo Uffizio di abiurare i capisaldi della sua filosofia, Bruno prese la decisione di non cedere fino alle estreme conseguenze, affrontando il martirio. Un saggio, quello di Guido del Giudice, che merita una collocazione di rilievo nell&#8217;itinerario critico bruniano. Un testo che fornisce, soprattutto ai giovani, un suggestivo stimolo alla conoscenza del filosofo Nolano. Finezza dell&#8217;esposizione e poliedricità dei contenuti.</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">da Italia Sera<br />
martedì 15 febbraio 2005</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><b>Un Libro sul Filosofo Giordano Bruno</b><br />
<em>di Sabrina Parsi</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Guido del Giudice, autore dell&#8217;interessante sito www.giordanobruno.info , annuncia l&#8217;uscita del suo secondo libro dedicato al filosofo nolano: &#8220;La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente&#8221;. E&#8217; un saggio edito dall&#8217;editore romano Di Renzo, da sempre vicino alle tematiche bruniane, che si avvale della prestigiosa presentazione del prof. Michele Ciliberto, il maggiore esperto mondiale sul filosofo. La presentazione ufficiale dell&#8217;opera è prevista per il giorno 22 aprile presso la sede dell&#8217;Istituto Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano in Napoli. Saranno relatori i professori Michele Ciliberto ed Aniello Montano. Per ulteriori approfondimenti consultare le pagine web (<a href="http://www.giordanobruno.info" target="_blank">www.giordanobruno.info</a>).</h5>
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