20 ANNI DI STUDI BRUNIANI

31/03/2020

Non è nel mio carattere guardare indietro, ma il ritiro forzato che sta mettendo a così dura prova le nostre vite è l’occasione per ripercorrere le tappe di venti anni di fatiche, ma anche di intense soddisfazioni e di crescita intellettuale

Guido del Giudice e i suoi Studi Bruniani

Era il 17 febbraio del 2000. Dopo aver percorso a piedi il tragitto dalle carceri di Tor di Nona a Campo de’ fiori per ricordare il quarto centenario del rogo infame, decisi di scrivere un piccolo opuscolo per celebrare l’evento. Nacque così il mio primo libro “Www Giordano Bruno”, dedicato alla mia esperienza sul web, cominciata due anni prima con la creazione di quello che sarebbe diventato il più importante sito Internet dedicato al Nolano. Sono passati vent’anni da allora e a quel primo libro ne sono seguiti altri 10, fino ad arrivare alla piccola antologia di aforismi appena pubblicata col titolo di “Scintille di infinito”. Venti anni di studi, di viaggi sulla rotta della peregrinatio del Nolano, di saggi, documentari, convegni, conferenze. Ad ognuno di questi libri è legata un’emozione, una scoperta biografica, un’intuizione filosofica. Ci vollero cinque anni perché si materializzasse “La coincidenza degli opposti”, frutto di una innovativa riflessione sulle consonanze tra la filosofia Bruniana e le filosofie orientali. Un lavoro che ha aperto agli studi bruniani prospettive ancora inesplorate. L’anno dopo iniziò il ciclo delle traduzioni con le “Due orazioni”, la Valedictoria e la Consolatori,  pronunciate da Bruno in Germania nelle due università dove gli fu finalmente concesso di insegnare: Wittenberg e Helmstedt. La loro realizzazione si accompagnò, come tutte le altre traduzioni da me effettuate, ad una accurata ricerca di atmosfere e informazioni sui luoghi dove esse furono composte. Due anni dopo è la volta del Camoeracensis Acrotismus. “La disputa di Cambrai” è la prima traduzione in assoluto dell’opera, innovativa fin dal titolo, che risolve un’annosa questione interpretativa. Anche in questo caso la metodologia “on the road” si rivela fruttuosa. Un viaggio a Praga, nella biblioteca del Klementinum, per esaminare una famosa copia originale del libro, donata da Bruno a Tycho Brahe, mi riserva la scoperta di una firma autografa del filosofo fino ad allora sconosciuta. A questo punto si fa strada il progetto di portare a termine tutte le traduzioni dal latino non ancora disponibili. Vedono così la luce nell’ordine, dal 2009 al 2017, “Il dio dei geometri”, la “Somma dei termini metafisici”, “Contro i matematici” e le “Epistole latine”. “Il dio dei geometri” raccoglie la traduzione completa dei dialoghi realizzati da Bruno durante la tempestosa querelle parigina con il geometra salernitano Fabrizio Mordente, ricostruendo gli antefatti che determinarono la sua precipitosa fuga dalla capitale francese alla volta della Germania. Le indagini sul periodo tedesco, preparatorie alla traduzione della “Somma dei termini metafisici” dettata da Bruno a Raphael Egli, nel castello di Elgg, tra le montagne zurighesi, mi conducono alla scoperta più importante: i rapporti intrattenuti da Bruno con la confraternita dei Rosacroce. Il saggio introduttivo “Giordano Bruno in Svizzera tra alchimisti e Rosacroce” diventa subito un classico, che segna una svolta negli studi bruniani, confermando e ampliando l’influenza del Nolano sugli ambienti esoterici e alchimistici fino ai giorni nostri. Quattro anni di lavoro mi costerà la traduzione successiva, quella dei 160 articuli adversus mathematicos, pubblicata nel 2014. “Contro i matematici” esplora e mette a fuoco uno degli aspetti principali del pensiero bruniano, forse il più affascinante e controverso: il rapporto tra scienza e magia. L’ultimo mio cimento col latino dura tre anni. La traduzione delle epistole dedicatorie delle opere composte nella lingua dei dotti mi consente di presentare, per ognuna di esse, il contesto storico e ambientale in cui furono scritte. Ne viene fuori un’immagine inconsueta del filosofo, relativa a periodi della sua vita scarsamente analizzati dai biografi precedenti. Negli intervalli del lavoro di traduzione escono dai torchi editoriali altri due libri, a cui sono particolarmente legato. Quasi a voler alleggerire l’impegno a tratti ostico delle traduzioni, essi si rivolgono con un tono divulgativo agli appassionati, che, in numero sempre crescente, hanno iniziato a seguirmi. Del 2012 è la mia intervista a Giordano Bruno “Io dirò la verità”, che analizza e chiarisce le fasi finali della vicenda processuale del filosofo. Un libro che ha avuto una larga fortuna, testimoniata da una versione teatrale, da numerose imitazioni e…. qualche sfacciato plagio. Il secondo lo realizzo l’anno successivo per esaudire la richiesta di fornire un testo agile e didattico a coloro che si avvicinano per la prima volta alle opere del Nolano. “Il profeta dell’universo infinito” ottiene un tale successo che lettori e studiosi di ogni paese si offrono di tradurlo nella loro lingua madre. Risultato: sette versioni in italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco e portoghese, che presto saranno disponibili anche in versione e-book. Per coronare questo ventennio di studi intensi e faticosi, ma prodighi di soddisfazioni, non potevo esimermi dal lasciare un segno anche in questo 2020. Ecco perciò la piccola antologia degli aforismi di Bruno a me più cari, raccolti durante questi venti anni di lavoro, appuntati su post-it tra una traduzione e l’altra, dimenticati tra le pagine di un vocabolario o sul fondo di una valigia durante uno dei miei viaggi sulle tracce di questo straordinario personaggio. Come racconto nell’introduzione, questo prezioso breviario del pensiero bruniano volevo tenerlo per me, intimo, personale livre de chevet. Poi mi son detto che così facendo avrei tradito la missione costante del mio lavoro: far giungere il messaggio del filosofo al pubblico più vasto possibile. La spinta decisiva alla decisione di pubblicarlo è venuta dalla necessità di distinguere la genuina parola del filosofo dalle numerose false citazioni diffuse in maniera incontrollata attraverso il copia-incolla della rete.

Non può mancare, a questo punto, un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso. Inizio da Sante Di Renzo, il mio editore storico, che ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, in apparenza così lontano dalla sua linea editoriale. Il mio pensiero va poi a tutti coloro che in questi anni mi hanno seguito nei successi e incitato a non arrendermi nei momenti difficili. Al popolo dei social, che mi ha accordato la sua fiducia, ad onta del bombardamento ingannevole delle false citazioni e dell’indifferenza fraudolenta degli accademici, feriti nell’orgoglio e… nel portafoglio. La loro meschina vendetta è consistita nell’escludere questi undici libri (che in segreto consultano e copiano continuamente) dalle note e dalle bibliografie dei loro testi pedanteschi. Continuano a non rendersi conto che oggi i lettori sono più interessati alla verità che alle loro patetiche baruffe filologiche. Infine un grazie dal profondo del cuore va alle persone che hanno collaborato alle mie iniziative con passione e disinteressato entusiasmo.

E adesso… guardiamo avanti!

Guido del Giudice

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